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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 730
ISPICA - 17/01/2013
Politica - Pollice verso per il decreto salva – enti varato dal Governo Monti

Il consiglio comunale boccia il piano di riequilibrio a Ispica

La richiesta d’avviare la procedura di dissesto finanziario sarà la prossima tappa del sindaco Piero Rustico

Il Consiglio comunale boccia il Piano di riequilibrio finanziario pluriennale, il decreto salva – enti varato dal Governo Monti. Approva però il bilancio di previsione 2012, scongiurando il decadimento dell’assemblea. Non è escluso che, già, il prossimo lunedì la Regione invii commissari straordinari a dirimere la controversa situazione economica comunale.

La convocazione dell’assise è stata preceduta da una riunione dei capigruppo consiliari nel tentativo di trovare un accordo sui lavori in aula, ma l’incontro non ha sortito gli effetti sperati, sfociando nella bocciatura della procedura che avvia il pre-dissesto finanziario.

La richiesta d’avviare la procedura di dissesto finanziario sarà la prossima tappa del sindaco Piero Rustico. Anche in quel caso l’ultima parola l’avranno i consiglieri comunali rappresentanti delle diverse opposizioni in aula, numericamente superiori all’ormai pseudo maggioranza, contando su dodici consiglieri su venti.

«Il dissesto è uno scoglio pericoloso», scrivono in una nota i rappresentanti di Cantiere popolare e «il sindaco Rustico lo ha già preso di mira, rischiando d’andarvi a sbattere col suo vascello dall’inesistente equipaggio. Il Bilancio di previsione 2012 – aggiungono – approda in Giunta e poi in Consiglio nel gennaio 2013: oltre ad essere fuori tempo massimo è giudicato dai Revisori dei Conti con voci in entrata gonfiate a dismisura. Il Piano pluriennale di riequilibrio finanziario – rincarano la dose – è stato considerato dallo stesso collegio in contrasto con il Patto di stabilità per gli anni successivi al 2012 e con le linee guida della Corte dei Conti.

Il Consiglio comunale ha bocciato tale Piano di riequilibrio ed ha sventato gli imbrogli del sindaco: quello di nascondere alla città la condizione di dissesto che martedì scorso in Consiglio non ha più potuto occultare; quello di fingere di volere il pre-dissesto per aiutare i dipendenti comunali, quando è stata invece tolta la somma aggiuntiva frutto dell’integrazione oraria agli articolisti, nominando piuttosto due assessori, con il carico di indennità da pagare che ne consegue; quello d’avere i numeri in Consiglio, quando invece il sindaco è titolare di una sparuta minoranza; quello del tentativo d’inserire tra le pratiche dei debiti fuori bilancio da pagare solo quelle seguite dal proprio studio legale, come segnalato nel verbale della commissione consiliare Bilancio.

L’approvazione del Bilancio di previsione 2012 – concludono – obbliga a corrispondere gli emolumenti e i consiglieri della nuova maggioranza hanno messo così in salvo gli stipendi dei dipendenti comunali. Ma il sindaco deve andarsene. Noi ci siamo dichiarati disponibili (servono però 14 consiglieri per la sfiducia e i consiglieri delle opposizioni sono solo dodici n.d.c.), ma i consiglieri del sindaco resistono: che danno che stanno facendo».