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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:30 - Lettori online 971
ISPICA - 11/12/2012
Politica - Il primo cittadino sgombera il campo da dubbi

Il sindaco Rustico è chiaro e diretto: "Non mi dimetto"!

È la risposta al fiume in piena d’inviti a deporre la fascia tricolore spediti dalle opposizioni consiliari
Foto CorrierediRagusa.it

«Non mi dimetto». È la risposta del sindaco Piero Rustico (foto) al fiume in piena d’inviti a deporre la fascia tricolore spediti dalle opposizioni consiliari. E, in particolare, dal Partito democratico che ha richiesto la convocazione del Consiglio comunale per votare la sfiducia al primo cittadino. La mozione, per il momento, è stata firmata dai soli consiglieri democratici Pierenzo Muraglie e Giuseppe Roccuzzo.

Il sindaco Rustico, nonostante le tumultuose acque della politica lo trascinino alle deriva (lo sostengono solo otto consiglieri su venti), non lesina critiche e stringe ben saldi i braccioli della sua poltrona istituzionale. «Non mi dimetto – urla quasi il primo cittadino –. Non sono abituato a questo comportamento né professionalmente, né privatamente, né tantomeno politicamente. Porto a compimento quel che inizio e a maggior ragione vado avanti con il mio impegno istituzionale in un momento per la città economicamente critico. E, poi, - aggiunge – non mi dimetto perché i consiglieri comunali rimarrebbero in carica e alcuni di loro non meritato d’essere parte della massima assemblea cittadina un minuto in più del sindaco. Firmino la mozione sfiducia quando avranno i numeri e, solo allora, andremo tutti a casa, nessuno escluso. Poi – evidenzia – i cittadini sapranno chi votare a rappresentarli in consiglio comunale e chi lasciare definitivamente fuori dalle stanze della politica. Gli ispicesi sono capaci di valutazioni critiche, dimostrando di saperle fare sempre bene e sottolineo «sempre e senz’appello».

Sulla mozione di sfiducia preparata dal Pd, Rustico utilizza toni duri. «La richiesta della sfiducia avanzata Pd – spiega il sindaco – non credo sia stata formulata con convinzione, ma solo per evitare che altri consiglieri comunali dell’opposizione vantassero la primogenitura sulla presentazione della mozione. E, soprattutto, credo che – insiste il primo cittadino – esista una scarsa qualità politica del gruppo dirigente del Pd, che è incapace d’esprimere una propria leadership nell’opposizione.

Il gruppo dirigente democratico cade nel tranello tesogli da chi è stato veramente bocciato dalla città. Nel penultimo consiglio comunale – conclude il primo cittadino – i due consiglieri democratici hanno preferito abbandonare l’aula piuttosto che dare un voto positivo o negativo all’adesione al Piano di riequilibrio di bilancio e per tale motivo sono stati definiti «stampella del sindaco». Per difendersi dalla brutta figura hanno reagito preparando la mozione di sfiducia al sindaco: si dimettano loro e diano a spazio a chi li succederebbe in lista; chiunque venga dopo di loro sarà sicuramente avveduto, meno presuntuoso e dignitoso nello svolgere la nobile funzione del consigliere comunale».