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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:21 - Lettori online 1461
ISPICA - 12/11/2012
Politica - Sulla situazione invitano a riflettere i rappresentati di Libertà e buon governo

Ispica in pre-dissesto: licenziamenti?

La procedura è stata già adottata dalla Giunta municipale, ma sarà il Consiglio comunale ad avere l’ultima parola
Foto CorrierediRagusa.it

Il pre-dissesto comporterebbe il licenziamento di un notevole numero dipendenti comunali. La procedura è stata già adottata dalla Giunta municipale, ma sarà il Consiglio comunale ad avere l’ultima parola e, quindi, a votare e rendere esecutivo il decreto «salva enti» varato dal Governo. Sul dato invitano a riflettere i rappresentati di Libertà e buon governo, i consiglieri comunali Salvuccio Rustico e Biagio Solarino e il fondatore del movimento Pippo Barone.

«Sono tante le incertezze che – scrivono in un documento – emergono dalla proposta del sindaco Piero Rustico (foto) d’adottare la procedura di pre-dissesto prevista del Decreto legislativo 174 per il risanamento delle finanze comunali. In primis, ci domandiamo quale sarà la sorte dei dipendenti in esubero, in quanto l’eventuale adozione del piano d’equilibrio comporterà la presenza di un dipendente ogni 122 abitanti. Nonostante le diverse riunioni che si sono susseguite – aggiungono – il sindaco non ha evidenziato i risvolti negativi dell’accesso alla procedura di riequilibrio. Tutto ciò ammesso che – spiegano – sia possibile accedervi.

Infatti, il primo comma dell’art. 243 bis del Tuel recita: «...La predetta procedura non può essere iniziata qualora la sezione regionale della Corte dei Conti abbia già provveduto, ai sensi dell’art. 6, comma 2, del D. Lgs 6/9/2011, n. 149, ad assegnare un termine per l’adozione delle misure correttive previste dall’art. 1 comma 168, della legge 23/12/2005, n. 266». Il Comune, infatti, ha ricevuto il 30 ottobre scorso la pronuncia della Corte dei Conti che ha ordinato l’adozione delle necessarie misure correttive, quindi, dica il sindaco come intende superare questo ostacolo normativo».

In sostanza, secondo Barone, Rustico e Solarino si tratta di «percorsi che, possibilmente, non potranno essere mai attuati. Sarebbe meglio che – concludono – l’amministrazione s’impegnasse nella definizione del bilancio di previsione che rappresenta il più importante strumento attraverso il quale il sindaco darebbe effettiva contezza di come intende risolvere il problema dello squilibrio finanziario di cui lui e la sua maggioranza presente e pregressa sono respondabili».