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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:51 - Lettori online 1115
ISPICA - 03/11/2012
Politica - Lo denuncia il Partito democratico in un documento

Irregolarità bilancio Ispica, interviene Corte dei conti

Nella delibera numero 331 dell’undici ottobre scorso, la Sezione di controllo regionale della magistratura contabile, riferendosi alla gestione finanziaria del Comune, indica «profili di gravi criticità» e di «gravi irregolarità»

Altra tegola per l´amministrazione guidata dal sindaco Piero Rustico per la «Criticità ed irregolarità nella gestione finanziaria del Comune»: si pronuncia in questi termini la Corte dei Conti. Lo denuncia il Partito democratico in un documento, dipingendo scenari inquietanti che paventano il dissesto finanziario dell’ente ispicese.

Nella delibera numero 331 dell’undici ottobre scorso, la Sezione di controllo regionale della magistratura contabile, riferendosi alla gestione finanziaria del Comune, indica «profili di gravi criticità» e di «gravi irregolarità», ordinando all’ente una serie di misure correttive sulle entrate a carattere straordinario per spese correnti, riscossione di tributi, contributi, bonus e finanziamenti di progetti Cee, spese per il personale e stabilizzazione dei precari.

La Corte dei Conti, inoltre, segnala l’atteggiamento non collaborativo dei revisori dei conti e l’assenza del Comune nelle fasi del procedimento a suo carico culminate con la pronuncia dell’undici ottobre. E secondo i consiglieri comunali del Pd, Pierenzo Muraglie e Giuseppe Roccuzzo, addirittura, «la Corte dei conti è stata snobbata, perché nell’ambito del procedimento avviato a luglio il Comune s’è limitato ad inviare con tutto comodo una nota ricevuta dalla Corte il cinque ottobre, ad istruttoria chiusa, mentre nell’adunanza dell’undici ottobre nessuno era presente per l’amministrazione».

I fatti gravi sono comunque l’atteggiamento non collaborativo dei revisori dei conti e la stabilizzazione a tempo indeterminato dei 72 precari che, rendono noto Muraglie e Roccuzzo, «l’amministrazione avrebbe assunto senza notare che, all’epoca, il rapporto fra spese per il personale (8 milioni 803 mila euro) e spese correnti (16 milioni 989 mila euro) era al 51,8 per cento, oltre quindi il 50 per cento imposto dalla legge come limite massimo. Per alcuni di questi dipendenti l’amministrazione ha anche concesso delle integrazioni orarie, cioè la possibilità di lavorare per un numero di ore maggiore, quindi percependo un compenso superiore. Queste integrazioni sono state indebitamente prelavate da entrate straordinarie, come rileva la Corte dei conti. Lo stesso sistema, l’amministrazione l’ha utilizzato per le cosiddette «vacanze contrattuali», cioè degli anticipi al personale in attesa del rinnovo del contratto di lavoro. Senza considerare che hanno escluso dal computo per le spese del personale delle voci a carico della Regione, aggirando i vincoli normativi».

La Corte dei conti ha anche contestato l’esistenza di poco meno di tre milioni di euro di residui attivi, cioè di entrate accertate ma non materialmente riscosse: «Quindi – rilevano Muraglie e Roccuzzo – o sono gonfiate le previsioni o c’è un tasso di evasione fiscale elevatissimo rispetto al quale l’amministrazione non fa nulla e fa pagare i soliti. Ci sono inoltre – aggiungono – delle partite di giro, cioè delle somme che entrano ed escono tali e quali per una serie di servizi, sulle quali la Corte dei conti solleva seri dubbi circa il loro corretto utilizzo: si tratta dei bonus socio-sanitari, di un progetto in cofinanziamento comunitario, del contributo di adeguamento degli asili nido: insomma col bilancio comunale hanno fatto una serie di giochi di prestigio e, ora, il trucco è stato scoperto. Adesso è – concludono – il Consiglio comunale che dovrà porre rimedio a tutto questo con delle azioni correttive che la Corte dei conti obbliga a compiere e delle quali chiede specifico riscontro».