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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 641
ISPICA - 07/10/2012
Politica - La maggioranza duramente criticata dall’opposizione

Ispica, un comune dalle casse esangui: 11mila euro

Ciò è emerso durante l’ultimo consiglio comunale

Soli 11mila euro nelle casse del Comune, almeno fino al due ottobre scorso. È quanto rimasto dei, circa, 350mila euro trattenuti per saldare debiti come il conferimento dei rifiuti in discarica e il servizio d’igiene ambientale affidato ad un ditta privata. Ciò è emerso durante l’ultimo consiglio comunale, destando l’indignazione dei consiglieri comunali d’opposizione per «la scelta dell’amministrazione comunale di non considerare prioritario almeno uno stipendio da destinare ai dipendenti comunali su altri pagamenti effettuati. Le somme per pagare tale mensilità erano quindi disponibili, a differenza di quanto affermato dal sindaco Piero Rustico, ma sono stati utilizzati per altri fini».

I dipendenti, in sostanza, avrebbero potuto percepire lo stipendio di luglio. Una mensilità priva dei contributi, derogati e aggiunti alla successiva corresponsione delle spettanze, ma pur sempre una boccata d’ossigeno per quei comunali ridotti alla miseria (e al silenzio) dal mancato pagamento di tre stipendi.

I rappresentanti dell’opposizione, i consiglieri Meluccio Fidelio, Titta Genovese, Paolo Monaca, Carmelo Padova, Salvatore Spatola, Salvuccio Rustico, Biagio Solarino, denunciano «il comportamento di un’esigua maggioranza che, nonostante i ripetuti solleciti dell’opposizione, non è riuscita a comunicare una soluzione ai mancati pagamenti delle spettanze ai dipendenti comunali che ormai attendono da più di tre mesi». Ritenendo «assordante e vergognoso il silenzio del sindaco e dei consiglieri di maggioranza Pina Donzello, Carmelo Zocco, Cesare Pellegrino, Giuseppe Quarrella, Anna Infanti, Mario Santoro, Patrizia Lorefice». E condannando «la scelta dell’amministrazione di non pagare ai dipendenti comunali lo stipendio di luglio, visto che le somme erano disponibili, a differenza di quanto affermato dal sindaco». Chiedono quindi «l’immediato pagamento di tutti gli stipendi, le dovute spettanze ai fornitori e le dimissioni del sindaco e dell’amministrazione per incapacità a dare risposte alla città».

Anche i consiglieri d’opposizione Pierenzo Muraglie e Giuseppe Roccuzzo «ribadiscono la richiesta di dimissioni del sindaco per avere gestito le risorse finanziarie in un modo scriteriato, che non trova alcuna giustificazione e che, oggi, non consente ai dipendenti di percepire gli stipendi. La politica – rincarano la dose – è stata trasformata in mercato delle vacche, mandando in rovina i fornitori del Comune esposti con le banche e le famiglie monoreddito dei dipendenti comunali, che non riescono a far fronte ai bisogni primari dei figli. I cittadini – evidenziano – si ritrovano sull’orlo di un disastro finanziario che rischia di avere ripercussioni sociali gravissime. Il colpo di grazia è stato inferto dal mutuo di due milioni di euro per rifare le piazze centrali, che avevano solo bisogno di qualche ritocco. Abbiamo lanciato tanti appelli alla moderazione, ma la maggioranza ha sempre deriso i nostri richiami alla parsimonia. Oggi – concludono – siamo alla resa dei conti».