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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:19 - Lettori online 1140
ISPICA - 27/07/2012
Politica - Muraglie e Roccuzzo non le mandano a dire al primo cittadino

Il Pd ispicese invoca le dimissioni del sindaco Rustico

"Il sindaco e il centrodestra mentono, spacciando l’attaccamento alle poltrone per rilancio dell’azione amministrativa"

«Il quadro politico non è mutato»: si esprimono in questi termini i rappresentanti dei partiti del centrodestra, che rappresentano la maggioranza al governo cittadino, nonostante i consiglieri comunali Titta Genovese e Salvatore Spatola (Rustico sindaco) siano passati all’opposizione, il collega di lista Giovanni Lauretta si sia dichiarato indipendente e il Pid abbia ritirato la fiducia all’amministrazione comunale.

Si sono riuniti i coordinatori, i rappresentanti dei partiti e movimenti, prendendo atto che «non è mutato il quadro politico configuratori nelle elezioni amministrative del 2010», ma è solo cambiata la «composizione numerica della maggioranza, contando su dodici consiglieri», piuttosto che quattordici. I presenti hanno concordato di «rispettare il mandato elettorale democraticamente assegnato alla coalizione e al sindaco, portandolo a termine fino alla naturale scadenza, cercando d’imprimere una spinta innovativa nella ricerca collegiale di più efficaci soluzioni amministrative nell’interesse della collettività».

Secondo i consiglieri Pierenzo Muraglie e Giuseppe Roccuzzo (Pd), invece, «il sindaco e il centrodestra mentono, spacciando l’attaccamento alle poltrone per rilancio dell’azione amministrativa. A loro avviso, «il sindaco deve dimettersi. «Il ricorso alle urne - dicono - è «l’unica via di salvezza» e «gli sviluppi delle ultime vicende politiche bene evidenziate nelle ultime riunioni consiliari ne sono dimostrazione».

«La maggioranza politica che ha eletto il sindaco non esiste più» a detta dei consiglieri del Pd, nonostante «il documento unitario e ipocrita sottoscritto dal centrodestra sostenga il contrario. Dopo le ultime sedute consiliari ricucire gli strappi è impossibile ed affermare, come recita il documento della pseudo maggioranza, che si è pronti a rilanciare l’attività amministrativa attraverso scelte collegiali, significa solo esser attaccati alle poltrone, infischiandosene dei problemi della città, dato che a decidere in questi anni è stato solo e sempre il sindaco».

La verità sta da un’altra parte, secondo Muraglie e Roccuzzo. L’amministrazione, dicono, «non ha adottato alcun provvedimento in grado di far ripartire lo sviluppo economico, nessuna mano tesa alle categorie produttive, nessuna capacità di creare le condizioni per dare speranza di lavoro ai giovani, nessuna politica per la famiglia e per le fasce sociali più deboli. Anzi, hanno creato allarme sociale facendo sprofondare nello sconforto i fornitori che non ricevono il becco di un quattrino, i dipendenti comunali che non sanno a quale santo appellarsi per vedere il proprio stipendio pagato puntualmente. Fatti incresciosi mai verificatisi in passato ad Ispica.

E, all’assoluta incapacità di programmazione si aggiunge (e questa è una delle responsabilità più gravi) il decadimento della politica nel suo aspetto più nobile: quello di servizio alla comunità. La politica dell’immagine, dei festini, delle clientele, dei personalismi – concludono – è miseramente crollata sotto i colpi della crisi finanziaria che il sindaco ha determinato e del malcontento popolare che il centrodestra non riesce più a contenere».