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Giovedμ 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 824
ISPICA - 25/05/2012
Politica - Il sindaco rispedisce le accuse ricevute al mittente

Rustico su dimissioni Moncada: "Quale ostruzionismo"?

«Le dimissioni di Moncada – spiega il sindaco – fanno la pariglia con quelle di Arena, nel senso che entrambi hanno cercato un pretesto per giustificare la presa di coscienza della loro inadeguatezza nel ricoprire il delicato ruolo di assessore»

Il sindaco Piero Rustico non ci sta. Rispedisce le accuse di «ostruzionismo» al mittente, definendo «inadeguati nel ricoprire il ruolo» gli ex assessori Tiziana Moncada e Serafino Arena. «Le dimissioni di Moncada – spiega il sindaco – fanno la pariglia con quelle di Arena, nel senso che entrambi hanno cercato un pretesto per giustificare la presa di coscienza della loro inadeguatezza nel ricoprire il delicato ruolo di assessore».

Secondo Rustico «Arena e Moncada si sono resi conto che per amministrare non basta la buona volontà, ma è necessaria anche la competenza e la capacità di comprendere che far parte della giunta significa essere servitori dei cittadini, ai quali in alcune circostanze bisogna saper dire di no. E per i quali, a volte, è necessario adottare scelte impopolari, che non portano ritorni elettorali».

Il sindaco accomuna quindi le vicende di Moncada e Arena «per le evidenti analogie, frutto della logica del tornaconto». Ed evidenzia che nella scelta dell’assessore Moncada aveva «privilegiato le regole della politica e gli accordi assunti prima delle elezioni, confidando nella capacità della stessa d’affrancarsi dai condizionamenti parentali (cugina del consigliere Titta Genovese) e nella sua volontà d’adeguarsi ai ritmi di lavoro che tengono i componenti della Giunta». A detta di Rustico «purtroppo così non è stato». Denunciando «la situazione di stallo in cui versavano i servizi sociali da oltre tre mesi, capaci a stento a gestire l’ordinario: altro, quindi, che monopolio e totale potere al sindaco».

La piccata risposta di Moncada e Arena giunge puntuale il giorno dopo. «Dopo aver letto cosi tante falsità – scrivono in un documento congiunto – non possiamo tacere. Ci ha definiti inadeguati. Certamente non vogliamo vantarci, eppure abbiamo la presunzione di farlo poiché siam convinti che il nostro operato sia stato valido e la gente ce ne ha dato conferma. Il sindaco ha parlato di «logica del tornaconto», ma i fatti parlano chiaro: ci siamo dimessi. Piuttosto – evidenziano – abbiamo capito di non poter più concepire un certo tipo di politica, che esulava dai bisogni della cittadinanza.

Caro sindaco – scrivono rivolgendosi direttamente al primo cittadino – ha ragione ad affermare che i servizi sociali e lo sport ispicese versano in una situazione di stallo, ma la motivazione è quella che abbiamo precedentemente espresso: ostruzionismo e, ribadiamo, ostruzionismo. A parer nostro un sindaco dovrebbe essere super partes e supportare coloro che hanno la volontà di fare tutto ciò che è in loro potere per il benessere della città. Le auguriamo – concludono – di continuare nel suo cammino e d’arrivare ancora più in alto. Ma il cursus honorum è lungo, faticoso e richiede dedizione ai cittadini. Cittadini che hanno avuto due meritevoli assessori, sostituiti da qualcun altro che potrà sostenere quest’osceno spettacolo delle marionette».