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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 491
ISPICA - 29/03/2012
Politica - I Popolari Italia Domani si tirano fuori dalla coalizione di centrodestra

"Esplode" la maggioranza a Ispica, botta e risposta

Il consigliere comunale Paolo Monaca sbatte la porta in faccia, in primis, al sindaco Piero Rustico
Foto CorrierediRagusa.it

I rappresentanti del centrodestra fanno chiarezza sulla defezione dalla maggioranza dei Popolari Italia domani (Pid). Ed esprimono disappunto per «le falsità diffuse», rispedendo ai mittenti le accuse mosse.

«Il Pid è – scrivono in una congiunta gli alleati del centrodestra – un partito nato pochissimi mesi dopo la nostra vittoria alle amministrative, nel maggio 2010, e non può, quindi, com’è chiaro a tutti, avere sostenuto il programma elettorale del sindaco Piero Rustico. Nei fatti – aggiungono – l’unico consigliere comunale espressione del Pid (Paolo Monaca), bocciato dagli elettori e ripescato grazie alle dimissioni del vicesindaco Gianni Tringali, ha tradito il suo mandato. Come se non bastasse, in questi mesi, non è stato adeguatamente presente in consiglio comunale ed è stato sempre assente nelle riunioni di maggioranza».

Il fatto, però, ritenuto più da grave dai rappresentanti della maggioranza è che abbiano «appreso dalla stampa che il Pid si sia autoproclamato controllore dell’amministrazione comunale: peccato che questo controllo sia stato reso noto agli organi di informazione e non alla maggioranza stessa, e finalizzato all’ottenimento – alla faccia dei nobili propositi – di un posto in Giunta. A questo punto ci chiediamo come possa Monaca avere preteso una riunione nella quale «verificare se sussistono ancora le ragioni per condividere un percorso amministrativo comune», quando nelle poche occasioni di incontro, opportunamente interrogato, non sia mai riuscito ad articolare e manifestare un solo motivo di dissenso degno di questo nome».

«Prendiamo atto delle intenzioni del Pid – concludono – e ci congratuliamo con loro per essere riusciti, finalmente, ad ufficializzare un fatto politico che ai più era già noto da diverso tempo».

LA DECISIONE DEL PID
I Popolari Italia Domani (Pid) si tirano fuori dalla coalizione di centrodestra che governa la città. Il consigliere comunale Paolo Monaca, sbatte la porta in faccia, in primis, al sindaco Piero Rustico (foto) e, insieme con il suo partito, danno un calcio agli alleati, dopo averne ricevuti a decine. Sono tutti rei, ad avviso del Pid, di avere dato per scontato la lealtà dei popolari, trattandoli come nulla contassero in maggioranza. E ciò si verifica dopo l’infuocata e ultima riunione del Consiglio comunale che ha fatto registrare quella che è stata letta come l’ufficiosa defezione dalla lista Rustico sindaco dei consiglieri comunali Titta Genovese e Salvatore Spatola, pur rimanendo in maggioranza.

Mentre il collega Meluccio Fidelio è, già, da diverso tempo, tesserato nel Popolo delle Libertà. E, nel frattempo, il capogruppo del Pdl, Massimo Dibenedetto, ha detto no alla carica di assessore, per non soccombere al dictat impostogli dal primo cittadino, che lo vuole fuori dal consiglio comunale, prima di nominarlo componente della Giunta municipale. Senza contare che la legge è dalla parte di Dibenedetto: su quattro assessori, due possono ricoprire il ruolo di consigliere e assessore contemporaneamente. Insomma, la maggioranza è esplosa.

I rappresentanti del Pid, invece, mollano gli alleati, affidando le motivazioni della scelta ad un documento firmato dal segretario Carmelo Pisana e dal vice Carmelo Cannizzaro.

I rappresentanti del Pid hanno ritenuto «la trasparenza un innegoziabile principio e dal luglio 2011 hanno iniziato una legittima azione di controllo su atti amministrativi inerenti alla gestione di beni pubblici. La lettura di queste iniziative non è stata vista come un’ordinaria azione politica, ma ha suscitato clamore come se si trattasse di questioni intoccabili o di un personale affronto. A fine agosto 2011 – aggiungono – il consigliere Monaca si è astenuto nel votare l’approvazione del bilancio di previsione, in quanto registrava circa 300 mila euro impiegati in feste, inaugurazioni e iniziative d’intrattenimento.

E, contestualmente, l’aumento del dieci per cento della Tarsu e l’aumento del 25 per cento delle tariffe per l’uso delle aree sportive comunali. Il 28 ottobre 2011 – rincarano la dose – durante il consiglio comunale, abbiamo subito un atto di censura: una nostra interpellanza non è stata inserita nei lavori del consiglio comunale. Il 9 marzo scorso – aggiungono – con una nota indirizzata al sindaco, agli assessori, ai consiglieri di maggioranza e all’onorevole Innocenzo Leontini (Pdl), abbiamo chiesto un incontro urgente per verificare se sussistessero ancora le ragioni per condividere un percorso amministrativo comune: l’incontro è stato rinviato a data da destinarsi. Tali atteggiamenti – concludono – poco appartengono alla nostra visione democratica delle attività politiche ed amministrative. Per questi motivi, ci riteniamo fuori dalla maggioranza, iniziando un nuovo percorso esclusivamente rivolto a risolvere i problemi della comunità».