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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:51 - Lettori online 1114
ISPICA - 16/03/2012
Politica - Il sindaco prende posizione sulla vicenda, sostenuto dal deputato regionale del Pdl

Rustico difeso da Leontini: "Arena fuori dalla giunta"

Leontini, soprattutto, non ha sopportato che Arena, straripando come un fiume in piena abbia fornito strumenti di attacco al Partito democratico
Foto CorrierediRagusa.it

Serafino Arena è fuori dalla giunta municipale. Lo annuncia il sindaco Piero Rustico, rispendendo al mittente tutte le accuse rivoltegli dall’ex assessore allo Sport. Le dimissioni non sono state ancora ratificate. Si attende, prima, l’individuazione del nuovo assessore. La scelta ricadrà quasi, certamente sul consigliere Massimo Dibenedetto (Pdl), collega di partito di Arena.

A difesa del sindaco Rustico è intervenuto l’on Innocenzo Leontini (foto), al quale Arena aveva rimesso il suo mandato, autosospendendosi da assessore. Leontini, in una nota, spiega «d’aver tentato di ricucire il rapporto tra il sindaco e Arena, intervenendo anche per recuperare la collaborazione in giunta. E il comune impegno nella predisposizione del Bilancio, in questo momento di crisi finanziaria degli enti locali, sarebbe stato il superamento di ogni incomprensione». Ma, «ha preso atto della decisione di Arena di affidare ad un documento pubblico, fatto conoscere all’esterno prima ancora che all’interno, il compito di decretare la fine dell’esperienza amministrativa, trasformando la divergenza superabile in avversione insanabile. Il documento dato alla stampa, non essendo ammissibile nel metodo, non lo è nemmeno nei contenuti». Infatti, nella parte finale del testo, «Arena da l’impressione che possa esserci un chiarimento. Mentre negli altri tre quarti del comunicato, il chiarimento è impedito e negato».

Leontini, soprattutto, non ha sopportato che Arena, straripando come un fiume in piena abbia fornito strumenti di attacco al Partito democratico. «Quando si fornisce – evidenzia il deputato – alla strumentalizzazione degli oppositori una difficoltà amministrativa e di rapporti, quando si varca la soglia che dalla non condivisione, risolvibile nelle sedi del confronto in partito, conduce all’ostilità e all’avversione pubbliche, come se si rappresentasse un’altra posizione politica, si ha il dovere morale di non attendere ulteriori chiarimenti e di assumere responsabilmente la decisione del disimpegno. Senza ambiguità, e soprattutto senza far dipendere da altri la propria inequivocabile decisione. Quanto al merito – rincara la dose – la pubblica amministrazione serve la città e le categorie sociali, economiche, culturali, sportive, giovanili e anziane. La difficoltà ad identificarsi in un metodo amministrativo non insorge improvvisa come un infarto».

Tutti i rappresentanti del Pdl, infine, «ringraziano Arena per il suo impegno precedente, dispiaciuti di dover provvedere ad un prosieguo dell’attività amministrativa senza il suo diretto apporto. Confidano nella sua volontà, una volta rasserenatosi, di proseguire la militanza e di fornire la sua preziosa collaborazione. Magari con una maggiore disponibilità a ricevere, oltre che a dare, suggerimenti ed orientamenti». E chiedono al sindaco, «dirigente del Pdl, di volersi affidare, per ogni scelta politica ed amministrativa, ma anche per dirimere temporanee o durature controversie, fisiologiche in ogni contesto politico, alla mediazione del suo partito, quando di competenza di quest’ultimo, o degli altri partiti della maggioranza».

L´AUTOSOSPENSIONE DI SERAFINO E LA REPRIMENDA DEL PD
«L’autosospensione dell´assessore allo sport e alle politiche giovanili Serafino Arena (foto) dalla carica amministrativa è ultima di una serie di defezioni dall’Amministrazione comunale e dalla maggioranza»: la dichiarazione sembra il commento sullo standby dell’assessore allo Sport, ma, in realtà, Gianni Stornello, segretario del Pd, solleva ulteriori dubbi che indirizzano tutti sulla crisi che attraversa il centrodestra al governo cittadino, sicuramente imploso. E sul fatto che il sindaco Piero Rustico risulti essere sempre più isolato.

Arena si era lamentato di «non esser stato politicamente libero nel prendere decisioni riconducibili alle sue competenze». E, quando aveva mostrato risolutezza nelle scelte, «dal sindaco ha ricevuto risposta: "O con me o contro di me"». Lo scorso 9 febbraio Arena denunciò «la disastrosa gestione del centro sportivo "Brancati". La situazione culminò nell´accordo con le società sportive, ratificato dalla Consulta dello sport del 15 dicembre 2011, che stabiliva di dare periodicamente un contributo del 50 per cento alle società che operano senza ricevere i mensili dagli atleti iscritti. E il 40 per cento a tutte le altre che ricevevano le quote mensili dai propri iscritti.

Stornello ricorda che l´autosospensione di Arena era stata preceduta dalle minacce di dimissioni da capogruppo di Giovanni Lauretta, consigliere comunale della lista Rustico Sindaco. E della medesima lista che fa capo al primo cittadino, il consigliere Meluccio Fidelio, ha fatto sapere d’essersi tesserato nel Popolo delle libertà, per sottolineare vicinanza politica ad Innocenzo Leontini, più che al sindaco Rustico.

Stornello sottolinea infatti come Arena, non a caso, nel suo sfogo, «abbia evidenziato i medesimi problemi affrontati dal Pd negli ultimi mesi. Denunciando sprechi, l’aumento delle tasse, l’uso spregiudicato delle privatizzazioni dei beni pubblici, come il polisportivo Brancati, l’assoluto disinteresse per l’impiantistica sportiva e verso le società sportive: tutto in assenza di un democratico confronto».

Per il segretario del Pd, «è estremamente chiaro che il progetto politico del centrodestra è fallito, non governando più la città: l’ultima delibera di giunta risale al 28 febbraio. Ci colpiscono i toni da opposizione usati da Arena e sono la prova che abbiamo colpito nel segno. Ma avere ragione non ci fa gioire, in quanto ci chiediamo come una maggioranza e un’amministrazione in queste condizioni possano risanare il bilancio, risolvere il problema degli allagamenti alla Marza dopo le piogge dei giorni scorsi, adottare il Piano regolatore generale, dare risposte agli edili, agli artigiani, ai commercianti, agli agricoltori in crisi, rilanciare il turismo e dare la speranza di «un futuro» ai giovani. Le loro priorità non corrispondono alle reali emergenze di Ispica».