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ISPICA - 22/02/2012
Politica - È quanto emerge dall’analisi effettuata dalla Corte dei Conti

Il comune di Ispica sfora il patto di stabilità

Il documento prodotto dall’organo di controllo è stato diffuso dai rappresentanti istituzionali del Pd Foto Corrierediragusa.it

Il Comune sfora il patto di stabilità e viola i profili di criticità sulla gestione finanziaria dell’ente. È quanto emerge dall’analisi effettuata dalla Corte dei Conti. Il documento prodotto dall’organo di controllo è stato diffuso dai rappresentanti istituzionali del Pd, che denunciano «mancanza di strategia governativa del sindaco Piero Rustico e l’inesistente attività degli assessori».

L’analisi della Corte dei Conti sancisce, secondo quanto reso noto dai consigliere comunali Pierenzo Muraglie (foto) e Giuseppe Roccuzzo, «la violazione del Patto di stabilità in sede previsionale; l’elevata previsione, per l’esercizio 2011, di entrate derivanti dagli oneri di urbanizzazione, sanzioni per violazione del codice della strada, lotta all’evasione rispetto a quanto incassato dal Comune negli anni precedenti, con rilevante incidenza sugli equilibri di bilancio; il mancato rispetto dei limiti di spesa per missioni e formazione e la mancata approvazione del programma relativo agli incarichi di collaborazione esterna».

«Si aggiungono – elenca Muraglie – i debiti fuori bilancio per milioni di euro. La «disperazione» dei fornitori per la mancata liquidazione delle fatture, che non riescono più ad onorare i debiti con le banche con le quali hanno acceso prestiti in funzione dei lavori svolti per il Comune. Gli stipendi dei dipendenti comunali a rischio. I netturbini della Dusty che proclamano lo stato di agitazione per non avere ricevuto la mensilità. Si tratta di una situazione prossima al dissesto finanziario: è l’Amministrazione comunale che ha determinato la situazione di allarme sociale e non è in grado di adottare misure necessarie che contrastino la crisi».

«Senza contare – aggiunge all’elenco Roccuzzo – il mutuo di due milioni di euro acceso per l’illogica distruzione delle piazze Regina Margherita e Maria Josè. I genitori in rivolta per l’aumento del buono mensa. I cittadini inferociti per l’aumento dei tributi locali. Agricoltori ed artigiani che implorano aiuto al Comune per risollevare due settori trainanti l’economia locale. Ispica ha bisogno di – conclude – una classe dirigente umile e responsabile e non di politicanti che sgomitano per lo stipendio del posto in giunta».