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ISPICA - 31/12/2011
Politica - Le motivazioni attengono alla parentela

Si è dimesso l´assessore ai servizi sociali Genovese

È stato costretto dalla norma che stabilisce l’incompatibilità tra i ruoli di amministratore e di consigliere dello stesso comune fra parenti entro il secondo grado

Marco Genovese, assessore ai Servizi sociali, ha rassegnato le dimissioni dalla Giunta municipale. Le motivazioni attengono alla parentela. È stato infatti costretto dalla norma che stabilisce l’incompatibilità tra i ruoli di amministratore e di consigliere dello stesso comune fra parenti entro il secondo grado. Ed il fratello, Giambattista Genovese, ricopre la carica di consigliere comunale nella massima assemblea cittadina ispicese. Non si conosce ancora il nome di chi lo sostituirà e la nomina del nuovo assessore sarà rimandata dopo le festività.

Le dimissioni dell’ormai ex assessore sono state protocollate ieri mattina. Nella lettera che accompagnava il documento ha ringraziato i suoi collaboratori, il sindaco Piero Rustico, i consiglieri comunali, gli assessori, il segretario generale Antonino Di Blasi e, soprattutto, il deputato regionale Innocenzo Leontini.

Leontini si è infatti battuto per gli assessori nelle stessa situazione di Genovese attraverso la «norma salva parenti». L’emendamento presentato all’Assemblea regionale siciliana (Ars), bocciato dalla maggior parte dei colleghi deputati.

L’emendamento, in realtà, non domandava di sopprimere la norma che stabilisce l’incompatibilità tra i ruoli di amministratore e consigliere dello stesso comune tra parenti entro il secondo grado. Piuttosto chiedeva di far entrare a regime la norma dal prossimo rinnovo dei diversi Consigli.

L’Ars ha quindi respinto l’emendamento presentato da Leontini. In tal modo, dal primo gennaio 2012, gli assessori dovranno dimettersi anche se hanno solo un cognato in Consiglio.

«Si trattava soltanto – ha commentato Leontini – di non cambiare le regole del gioco a partita in corso. Era una norma di buon senso che non avrebbe comportato alcun costo aggiuntivo per la Sicilia».

La spiegazione della bocciatura di questo emendamento, giunta attraverso il voto segreto, è forse tutta nelle parole del vicepresidente dell’Ars, Santi Formica: «Forse l’Aula si è fatta coinvolgere dal vento di antipolitica che soffia forte».