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ISPICA - 19/02/2011
Politica - Ispica: cade nel vuoto la proposta di approvazione

Ennesima fumata nera sul Prg di Ispica. Niente adozione

Slitta quindi al 25 febbraio il dibattito

Si conclude con l’ennesima fumata nera, nelle more dell’adozione del Piano regolatore generale (prg), la riunione del consiglio comunale (non) svoltasi giovedì sera. Cade nel vuoto la proposta di approvazione, in quanto è risultato assente l’architetto Giuseppe Gangemi, progettista dello strumento urbanistico, sulla cui relazione si fondava il dibattito e la riunione consiliare.

Slitta quindi al 25 febbraio il dibattito sul prg, facendo insorgere i consiglieri Pierenzo Muraglie e Giuseppe Roccuzzo (Partito democratico). I rappresentanti dell’opposizione sostengono che «il consiglio comunale continui a non avviare il dibattito sul prg a causa della volontà dilatoria della maggioranza».

I due esponenti democratici denunciano inoltre la mancanza del dovuto rispetto verso la massima assemblea cittadina, tenuta all’oscuro di una lettera con la quale il professor Gangemi comunicava la sua indisponibilità a partecipare alla seduta consiliare del 17 febbraio e coglieva l’occasione per sollecitare all’Amministrazione comunale la liquidazione della sua parcella (200 mila euro ndc).

È estremamente grave che – affermano Muraglie e Roccuzzo – il consiglio subisca un tale affronto. È assurdo che un’adunanza di calendario, concordata proprio per l’audizione di Gangemi, salti proprio per l’assenza del progettista. Fra l’altro, ciò accade dopo che la maggioranza aveva già rinviato di un mese la riunione del consiglio sulla trattazione del prg. Come se questo non bastasse – proseguono – ai consiglieri vengono notificati tardivamente importanti atti attinenti all’assemblea. Ad esempio, proprio la lettera di Gangemi, pervenuta al Comune l’otto febbraio e notificata durante i lavori d’aula, dopo ben nove giorni.

Ci è toccato pure leggere – evidenziano indignati – una serie di proposte di Gangemi su date alternative utili allo svolgimento del consiglio comunale inerenti al dibattito sullo strumento urbanistico: ci manca solo che sia proprio l’architetto a diramare gli inviti con l’ordine del giorno del consesso, dietro ovviamente la liquidazione della sua lauta parcella. Dietro questo atteggiamento poco responsabile della maggioranza – concludono – temiamo si nasconda il mai accantonato proposito di consegnare l’adozione del prg ad un commissario straordinario inviato dalla Regione». Il sospetto del Pd rimane insomma sempre quello: l’inerzia del consiglio è studiata e celata sotto le mentite spoglie degli imprevisti.