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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 679
COMISO - 31/10/2009
Politica - Comiso: tiene banco la vicenda dei residui passivi in bilancio

Caccia al «tesoretto», per Alfano il debito ammonta a 14 milioni di euro

Il sindaco: «I 5 milioni sono la ricognizione che si sarebbe dovuta fare ogni anno. L’ex sindaco Digiacomo: «Ci sono altri 5 milioni che possono essere accertati». L’assessore regionale vuole subito gli equilibri di bilancio, pena il commissariamento e scioglimento del Consiglio
Foto CorrierediRagusa.it

Resta infuocata la polemica sui 5 milioni e mezzo di residui passivi trovati in due settori del comune di Comiso. Due conferenze stampa a distanza di un’ora l’una dall’altra, finalizzate a dissipare e fugare ogni dubbio: Pd ed amministrazione Giuseppe Alfano (nella foto) però, sintonizzati su lunghezze d’onda completamente opposte. Intanto una spada di Damocle incombe sul Consiglio: l’assessorato regionale alle Autonomie locali chiede il permanere degli equilibri di bilancio, atto che sarebbe dovuto essere approvato, entro il 30 settembre. Pena, il commissariamento e dopo lo scioglimento del consiglio comunale.

«Una vergogna siciliana messa in scena dall’amministrazione Alfano che ha sbilanciato artatamente i bilanci solo per licenziare centinaia di lavoratori». Con questa affermazione esordisce Gigi Bellassai, segretario cittadino del PD che rilancia dichiarando che i 5 milioni di residui passivi sarebbero stati necessari per ripianare i deficit colmando il disavanzo accertato dall’assessore alle finanze, Raffaele Puglisi. «Chiediamo le dimissioni di Puglisi – ha concluso Bellassai – per l’incompetenza conclamata e la malafede politica». Più specifico Pippo Digiacomo. «Oltre a questi 5 milioni e mezzo, ce ne sono altri 5 che possono essere accertati. Sono disponibile a fornire ad Alfano, tutti i numeri delle delibere per far vedere di quali menzogne è stata investita Comiso, e che gli equilibri di bilancio sono sani come detto più volte in questi due anni, e come adesso, è stato verificato dagli stessi amministratori».

E tra una conferenza stampa e l’altra, salta fuori una comunicazione dell’assessorato regionale alle autonomie locali, a firma dell’assessore Caterina Chinnici, datata 13 ottobre 2009, nella quale si chiede « la delibera della ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi che deve contenere il permanere degli equilibri generali di bilancio. In caso di accertamento negativo di tali equilibri, il consiglio dovrà adottare i provvedimenti necessari per il ripiano di eventuali debiti».

Tale delibera, nei fatti, doveva essere approvata entro il 30 settembre. Nella parte finale della comunicazione, si legge a chiare lettere: «l’eventuale inadempienza comporterà l’esercizio dell’azione sostitutiva da parte dell’assessorato regionale poiché la mancata adozione da parte dell’ente locale, dei provvedimenti di riequilibrio di bilancio, è equiparata ad ogni effetto, alla mancata approvazione del bilancio di previsione, con l’applicazione della procedura prevista dall’art 109/bis dell’O.R.EE.LL cioè, sospensione e successivo scioglimento dell’organo consiliare».

A seguire, immediata la risposta di Alfano: «I debiti c’erano e ci sono ed ammontano a più di 14 milioni di euro. Del resto, è sotto gli occhi di tutti, che la passata amministrazione spendeva più di quanto introitava, mantenendosi vizi che non potevano permettersi. Da qui è ovvio che si cumulasse un enorme disavanzo. Il ritrovamento di 5 milioni di euro– ha continuato Alfano- non è altro che una normale ricognizione che si sarebbe dovuta fare ogni anno, ma che non è mai stata effettuata. Si tratta di una pulizia tra i conti del comune, che un’amministrazione seria fa ogni anno».

«I residui passivi – ha chiarito il direttore generale Alberto Depetro – non sono somme liquide disponibili, ma somme precedentemente impegnate e non spese. Facendo la sottrazione tra residui attivi e residui passivi, viene fuori il bilancio che può essere in attivo, in passivo o in situazione di parità».