Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 1028
COMISO - 26/05/2009
Politica - Comiso: divampa il caso dello staff e dell’ufficio stampa

Scontro Digiacomo - Alfano sui giornalisti del Comune

Digiacomo: «Licenzia i contrattisti perché inutili e ne assume altri a suo piacimento». Alfano: "Assunti in base al regolamento approvato dalla sua giunta nel 2002"

«Il sindaco Alfano predica bene e razzola male: licenzia due collaboratori contrattisti perché svolgevano un servizio superfluo e all’indomani ne assume altri due, senza passare al vaglio dei tanto sbandierati concorsi pubblici». L’ex sindaco Pippo Digiacomo apre un altro fronte con Giuseppe Alfano. Secondo Digiacomo, con decreto sindacale 25 del 19 maggio 2009 il sindaco Alfano ha nominato, di concerto con il responsabile del servizio finanziario, senza selezione pubblica, due collaboratori per l´ufficio di gabinetto e segreteria particolare e ufficio stampa e comunicazione istituzionale, sostenendo che il Comune di Comiso «non ha dichiarato dissesto né si trova in condizioni strutturalmente deficitarie».

Quindici giorni prima Digiacomo aveva detto: «L´amministrazione non ha inteso prorogare alcuni contratti il cui personale, pur essendo in possesso dei requisiti temporali per la stabilizzazione, non è stato ritenuto necessario». Tra questi contratti vengono elencati, tra gli altri, quelli relativi al settore staff e servizio stampa.

«A questo punto- sostiene il deputato regionale del Pd- appaiono doverose alcune considerazioni. La prima, il sindaco afferma, rispondendone politicamente e penalmente, che il Comune di Comiso non è in deficit finanziario. La seconda, mentre la giunta e il sindaco dichiarano non necessario un servizio, quindici giorni dopo ci ripensano e nominano due persone di fiducia dopo avere licenziato quelle che c´erano prima. Ciò vuol dire che il Comune di Comiso ha un bilancio sano che consente al sindaco, con atto ufficiale e pubblicato, che i cittadini possono andare a leggere con i propri occhi, di dichiararlo non deficitario; che i licenziamenti avvenuti e quelli prossimi venturi, sono un fatto politico e non economico; che da qui a qualche giorno circa 250 lavoratori saranno licenziati da Alfano, mentre sarà salvato, fuori da ogni regola e da ogni legge, uno striminzito drappello di quelli che saranno stati giudicati come fedelissimi».

Giuseppe Alfano non se la tiene. Subito dopo l´accusa di Digiacomo, il sindaco ribadisce che le persone che entreranno nel suo staff dal prossimo primo giugno beneficiano di un decreto legislativo e del regolamento adottato dalla giunta Digiacomo il 4 ottobre 2002.

«La recente nomina di due professionisti che dal primo giugno entreranno a far parte del mio staff è avvenuta nel rispetto dell’art. 90 del Decreto legislativo 267/2000 e dell’art.74 del Regolamento sull’ordinamento degli Uffici e dei servizi, adottato dalla Giunta Digiacomo in data 04.10.2002, che riconoscono al sindaco la facoltà di avvalersi per gli uffici alle sue dirette dipendenze di persone di propria fiducia.

"In sostanza ho adottato la procedura prevista dalla legge di cui aveva fatto abuso il mio predecessore, assumendo non due ma quasi duecento persone, scelte a sua totale e insindacabile giudizio, col risultato di mandare a picco le casse dell’ente. Aggiungo che i professionisti nominati, come risulta dai rispettivi curricula, hanno tutti requisiti per svolgere al meglio i compiti affidati.

"Quanto al resto, l’on. Digiacomo alza il solito polverone di parole: che il Comune non sia strutturalmente deficitario o non abbia dichiarato dissesto non vuol dire affatto, e lui lo sa bene, che non sia pesantemente indebitato. Ma per Digiacomo, la verità è un optional. Così continua imperterrito a sparare fesserie nella vana speranza di confondere le idee ai cittadini».