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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:51 - Lettori online 1069
COMISO - 06/10/2008
Politica - Comiso - L’ex sindaco rintuzza il suo successore sui debiti presunti

Comiso: Digiacomo smentisce Alfano

"Basta con la sistematica distruzione di una cittadina modello"
Foto CorrierediRagusa.it

Comiso: "una città sporca, trascurata, piena di discariche abusive. Si sta materializzando l´incubo peggiore. La città delle 100 opere pubbliche, dei servizi sociali sportivi e culturali, la cittadella dell´arte e della creatività, il paese dei giardini e dei parchi, il luogo della Sicilia dove più che in qualsiasi altro sono riposte speranze e ambizioni della Val di Noto per l´Aeroporto di Comiso, oggi si presenta come una città fantasma».

Sono le parole dell’ex sindaco di Comiso Pippo Digiacomo (nella foto), che è intervenuto con una nota molto polemica, dopo le dichiarazioni del neo sindaco in merito alla attuale situazione finanziaria dell’ente. Secondo Alfano, le casse del comune sono al collasso, ma Digiacomo smentisce. «Il Settembre Kasmeneo che ci ha fatto vergognare pur essendo costato duecentomila euro (ma dice che non
c´erano soldi?), con la piscina e le strutture sportive di quartiere chiuse (impianti da quattrocentomila presenze l´anno, in gran parte giovani tolti dalla strada che venivano, oltre che da Comiso, dalla provincia e da fuori provincia), con gli uffici paralizzati e gestiti in modo non competente che stanno provocando milioni di euro di danni all´ente, a partire dalle concessioni edilizie fino al piano regolatore bloccato. Non un´idea, non un progetto, non un´iniziativa.»

Secondo l’ on Digiacomo il punto focale dell´azione politica di questa giunta è: sconvolgere la struttura organizzativa, "aggiustare" i conti per portare il comune da attivo in passivo, licenziare e togliere il pane
(caso unico in Italia) a un gruppo di poveracci che non portano a casa più di mille euro al mese. « Mi auguro che questa sia solo una diceria e che venga subito smentita: il pane non si toglie a nessuno come non l´ho tolto io in dieci anni!»

Digiacomo smentisce Alfano anche sull’ammontare dei debiti poiché sostiene che il neo sindaco elenca fra i debiti 4 milioni 600 mila euro per il cofinanziamento dell´Aeroporto già presenti in banca da oltre un anno e mezzo e pronti all´uso. «Come ho avuto occasione di dire più volte, il bilancio del comune (pluripremiato dal governo regionale della sua stessa parte politica) e´ sano e il suo problema è una carenza di liquidità cui l´Aeroporto può dare una grande mano d´aiuto. Gli abbiamo lasciato l´opportunità di capitalizzare oltre 5 milioni di euro attraverso la vendita del 17% delle quote della costituenda società pubblica che risolverebbero ogni problema di liquidità, ma per la furia distruttrice di mandare all´aria tutto ciò che e´ stato fatto dagli altri (quando Alfano era il primo nemico dell´Aeroporto), di tutto questo nemmeno si parla.»

Infine, Digiacomo ammonisce Alfano a non continuare questa sistematica distruzione dell´impianto di una cittadina modello invidiata da tutta la Sicilia i cui unici problemi sono simili a tutti gli altri comuni d´Italia. «Se continuerà a danneggiare l´ente e la sua immagine, a vessare dipendenti e precari, a paralizzare i servizi, non potremo non mettere in campo per la nostra amata Comiso ogni iniziativa democratica per scongiurare questo triste e oscurantistico medioevo nel quale sembrano volerla fare piombare».