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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:06 - Lettori online 1558
COMISO - 21/03/2016
Politica - Duro attacco di Pdl e Comiso Vera

Di Trapani: "A Comiso favoriti gli amici degli amici"

I consiglieri esortano la procura ad indagare. Replica del sindaco Foto Corrierediragusa.it

«A Comiso esiste una «questione morale»: ci sono gli incarichi a parenti e amici, i posti di lavoro a parenti di amministratori in imprese che lavorano con il Comune». Non le mandano a dire i consiglieri di Pdl e Comiso Vera, che sferrano un duro attacco all’amministrazione del sindaco Filippo Spataro. «Se si è eletti e si assume la carica di consigliere – spiega il consigliere comunale Dante Di Trapani (foto) – si vede assottigliarsi il proprio profilo privato e si allarga la sfera pubblica. Qualunque azione deve essere fatta nell’interesse della città e non nell’interesse personale. L’assunzione di un consigliere alle dipendenze della ditta che gestisce l’appalto più oneroso del comune e la nomina nel cda di Soaco (società di gestione dell’aeroporto) di una ex consigliere lasciano molti dubbi. Non si discute sulle persone, ma queste cose suscitano il giusto sdegno dei cittadini, che si chiedono come venga utilizzata la carica pubblica. Ma c’è anche altro: vi sono incarichi professionali e assunzioni strane di parenti di amministratori. Noi invitiamo la procura - conclude Di Trapani - a fare verifiche accurate, ricordando come siano stati sanzionati alcuni episodi accaduti in città vicine a noi, come Scicli».

IL SINDACO REPLICA: "HANNO PERSO I MULI E CERCANO I CAPESTRI"
«Quando il quadro all’interno di un’area politica cambia è doveroso fare delle considerazioni e delle analisi sui motivi del cambiamento. Partendo da una semplice, semplicissima domanda: perché i gruppi di opposizione hanno provato ad alzare un polverone su fatti inconsistenti e, in qualche caso, inesistenti"? E´ la domanda che si pone il sindaco Filippo Spataro. "Dopo appena due anni e mezzo – continua Spataro – in cui ci siamo sentiti ripetere le fantasie più svariate su fantomatici problemi che laceravano la maggioranza, scopriamo invece, neanche tanto sorprendentemente, che proprio i nostri oppositori hanno perso importanti pezzi. Hanno perso due consiglieri comunali confluiti nel movimento «Insieme», e una valida, radicata e benvoluta consigliera della circoscrizione di Pedalino che, per usare una frase tanto cara a loro, «non ha cambiato casacca» (troppo seria per farlo), ma ha proprio abbandonato il Pdl, dimettendosi diversi mesi fa dalla carica ricoperta.

Siamo di fronte, del resto, ad un percorso abituale per il centro-destra comisano di questi ultimi sette anni, con continue defezioni che hanno persino portato l’amministrazione passata a perdere la maggioranza in Consiglio comunale. E non certo per i nobili motivi accampati con una faccia tosta senza eguali da chi, sia nel pubblico che nel privato - e con la complicità di coloro i quali, ora, scoprendosi improvvisamente casti e puri, si battono il petto – non pare che sia stato un campione, un esempio di etica e di morale. Anzi. Sarebbe semplice e comodo elencare tutti i casi in cui, davvero, il limite dell´etica e della morale è stato abbondantemente superato da questi novelli censori a convenienza. Ma non scenderemo su questo terreno: non lo abbiamo fatto in campagna elettorale nonostante le provocazioni, non lo abbiamo fatto di fronte ai disastri ereditati, non lo facciamo oggi e non lo faremo in futuro. Si rassegnino a rispondere alla politica con la politica e non con il fango.

Il centro-destra - aggiunge il sindaco - come da tradizione, perde pezzi, si assottiglia, si indebolisce e anziché fare ammenda, rimediare, fare autoanalisi, che fa? Di fronte all’ennesimo fallimento politico, alla crisi della propria coalizione, ai dissidi interni, ai malcelati malesseri che annunciano la progressiva disgregazione dei gruppi oggi presenti in consiglio, reagisce prima annunciando l’assenteismo sistematico in aula e poi, forse temendo l’effetto «abitudine», scatenando in maniera scomposta, confusa e schizofrenica, una campagna di pubblica denigrazione non dell’amministrazione, non del sindaco, non della maggioranza ma di persone, brave persone, la cui unica colpa è l’aver rinunciato a fare attività politica per dedicarsi alla propria vita e crescere e realizzarsi in altri ambiti. Invito l’opposizione o quel che ne resta - conclude il sindaco - a cimentarsi in futuro in cose concrete, evitando di infangare gratuitamente il buon nome di persone universalmente stimate".