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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 886
COMISO - 08/01/2014
Politica - Niente da fare per il "Salva Comiso"

Salta emendamento Padua: Comiso resta nei guai

La soluzione avrebbe consentito al comune casmeneo di superare indenne il dissesto finanziario Foto Corrierediragusa.it

Comiso resta nel baratro: salta difatti l’emendamento al decreto 126 presentato dalla senatrice del Pd Venerina Padua (foto) che avrebbe consentito al comune casmeneo di superare indenne il dissesto finanziario. Nonostante il nullaosta di Camera e Senato, il Governo ha invece rinunciato alla conversione del decreto in legge, con il conseguente depennamento dei vari emendamenti, tra cui il cosiddetto «Salva Comiso». Di conseguenza si ricomincia daccapo. Il comune sta lavorando, adesso, per individuare nuove soluzioni. Senza bilancio riequilibrato, l’ente rischia lo scioglimento della civica assise ed il conseguente insediamento di un commissario straordinario che, con poteri di legge, potrebbe innalzare le tasse. Allo studio ci sono due soluzioni: un nuovo emendamento al Mille proroghe, oppure l’inserimento nel decreto «Salva Venezia» per quei comuni italiani alle prese con il riequilibrio finanziario e in discussione proprio in questi giorni. L’emendamento Padua avrebbe permesso l’approvazione del «bilancio stabilmente riequilibrato» in tre anni, compreso il 2013. I bilanci 2011 e 2012, infatti, approvati da giunta e consiglio e inviati a Roma 4 mesi fa, presentano un disavanzo di quasi 2 milioni di euro. Il riequilibrio è contenuto, invece, tutto nel bilancio 2013, approvato per il momento dalla sola giunta, in attesa di notizie da Roma.

Senza un appiglio normativo quale si proponeva essere l’emendamento Padua, appare difficile che la commissione Finanza Locale del Ministero dell’Interno possa dare il suo placet ai due strumenti finanziari che tornerebbero a quel punto a Comiso. L’ente resterebbe dunque privo di bilancio.