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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:06 - Lettori online 1125
COMISO - 03/08/2013
Politica - L’assessore al Bilancio di Comiso mette le mani avanti e chiede aiuto a Roma

Comiso in "rosso". Gaglio: "Riequilibrio"

Il neo assessore prospetta scenari apocalittici se dal ministero dell’Interno non giungeranno segnali positivi. Scioglimento del consiglio comunale e arrivo commissario ad acta Foto Corrierediragusa.it

La città più sparagnina e parca della provincia iblea, ma anche la più dissestata finanziariamente. Comiso ama le contraddizioni forti. I guai finanziari partono da molto lontano. Dalla gestione Pippo Digiacomo cominciò a lampeggiare il «rosso», con Peppe Alfano si arrivò all’ufficialità del dissesto finanziario e con Filippo Spataro, neo inquilino di piazza Fonte Diana, è il comune è in profondo rosso. Gaetano Gaglio (foto), il giovane assessore al Bilancio che ha rilevato Dante Di Trapani, come dirigente d’azienda privata è valente, come personaggio politico pubblico deve dimostrare di saper mettere pezze nelle voragini nelle vergogne passate e di non crearne altre. Per far sapere alla città come è stato raschiato il fondo del barile, ha convocato una conferenza stampa prospettando scenari apocalittici. Lunedì prossimo andrà a Roma a bussare alle porte del Ministero dell’Interno e se nessuno gli darà udienza minaccia già azioni eclatanti. Non è escluso che si possa sciogliere il Consiglio comunale, che si vada incontro a tagli al personale e ad aumenti delle tasse anche oltre il massimo consentito. Con queste prospettive non c’è da scialare per la comunità comisana, abituata a far diventare mille ciò che prima era 10!

«Al momento – ha detto l’assessore Gaetano Gaglio – il bilancio per il biennio 2011-2012 non è riequilibrabile. Nonostante il comune di Comiso, unico in Italia, sia riuscito ad ottenere la possibilità di riequilibrare l’esercizio finanziario in due anni, rimane un disavanzo di due milioni di euro». Durante la missione romana Gaglio chiederà il riequilibrio nel triennio, «Un’operazione molto difficile – precisa –, c’è bisogno di un ulteriore deroga da parte del Ministero. Siamo fiduciosi di poterla ottenere e di poter operare, per quanto pesantemente, sul bilancio 2013 per risolvere questa situazione. Purtroppo il termine, perentorio, è il 24 agosto».

Cosa accadrà in caso contrario?. «Si attiveranno una serie di procedure – afferma Gaglio – che potrebbero portare allo scioglimento del consiglio comunale e all’insediamento di un commissario ad acta che, con poteri di legge, riequilibrerebbe lui il bilancio. Questo si tradurrebbe in tagli al personale, aumento ulteriore delle imposte, anche sopra il massimo previsto per legge e denuncia per gli amministratori precedenti che ne risponderebbero personalmente. È uno scenario che vogliamo evitare a tutti i costi, è difficile evitarlo, ma dobbiamo tentare». Pesa, per l’assessore Gaglio, l’indebitamento del comune nella fase dopo il dissesto: dal primo gennaio 2011 al 30 giugno 2013. «Dall’analisi delle scritture contabili e da una realistica previsione degli incassi – ha concluso Gaglio –, la posizione debitoria del comune si aggirerebbe attorno ai 5 milioni di euro (cifre che non fanno parte dell’ingente massa passiva dell’ente). Questo, nonostante il comune abbia beneficiato di anticipazioni straordinarie di cassa per oltre 12 milioni di euro». Nella chicca finale, Gaglio ipotizza violazioni delle norme contabili, a partire dai debiti fuori bilancio, che si attesterebbero attorno al milione di euro.