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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 568
COMISO - 21/03/2008
Politica - Comiso - Si allarga la schiera di coloro che hanno le idee poco chiare

Il partito degli indecisi
e dei qualunquisti

Anche a causa di programmi elettorali quasi uguali tra loro Foto Corrierediragusa.it

Manca meno di un mese alle politiche ed alle regionali. Si voterà il 13 e 14 aprile, ma al di la dei grandi numeri delle conventios di destra e di sinistra, c’è un altro grande numero che aumenta in maniera inquietante: il partitone degli indecisi e dei qualunquisti. Il primo quantomeno pensa chi votare, il secondo è sorprendentemente portato a fare, come si dice « di tutta l’erba un fascio». Questa filosofia è insidiosa poiché sottintende un altro grande problema: quello della sfiducia nella politica.

? normale, anzi fisiologico che ogni schieramento, tenti la famosa conquista del popolo degli indecisi, ma risulta ancora più difficile la conquista dei massificatori della politica. Questo quanto si vocifera sottotono, negli ambienti dei candidati. Sono ovviamente verità che non vengono fuori negli animati comizi persuasivi di ogni buon candidato, soprattutto alla regione, poiché come tutti sanno, con la legge elettorale vigente, per le politiche non c’è voto di preferenza.

Ad alimentare il qualunquismo in molte persone, è anche la formulazione dei programmi elettorali, che poco si differenziano tra di loro. Del resto, chi è che non direbbe di avere la bacchetta magica? Basti fare attenzione a tutti gli slogan dei manifesti. C’è qualcuno che non parla di legalità, di trasparenza, di sviluppo, di impresa, di tasse ecc?ecc?? Per la gente che vorrebbe una netta linea di demarcazione tra destra e sinistra, che vorrebbe vedere partiti ben delineati in uno o in un altro schieramento politico, tutto questo diventa confuso, difficile da capire e da accettare, quindi poi arriva impietosa la sentenza : « tanto sono tutti uguali.» Attenzione però.

Non è vero che sono tutti uguali, e le valutazioni devono essere fatte su ben altri elementi. Innanzitutto, chi è il candidato, quale bagaglio si porta dietro, qual è il lavoro che ha svolto negli anni e cosa ha prodotto di positivo per la comunità che ha rappresentato, e poi infine, il partito o lo schieramento che lo appoggia. Sono piccoli consigli per chi pensa che non andare a votare, sia il rimedio migliore per risolvere tutti i problemi. Ma è giusto dire che il voto è un diritto che tra mille difficoltà, ci siamo conquistati.