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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 798
COMISO - 03/03/2008
Politica - Comiso - La campagna elettorale è già nella fase calda

Bellassai mette le carte in tavola: clima già infuocato

"La destra non ha fatto niente e ha imparato ancora meno" Foto Corrierediragusa.it

Dopo le accuse ad personam fatte da Giuseppe Alfano, candidato di AN alle amministrative di comiso, arriva la nota del candidato di tutto il centro sinistra, Gigi Bellassai (nella foto). Ricordiamo che Alfano, in un comunicato di qualche giorno fa, aveva puntato il dito contro un dirigente del comune di Comiso, dicendo che tra tutti i precari assunti dall’amministrazione Digiacomo, lui era stato l’unico ad essere stabilizzato in maniera anomala, tanto da fare intervenire l’autorità giudiziaria. A tali parole, risponde Bellassai :

«La destra, in questi anni di opposizione, non solo non ha fatto, ma non ha imparato niente. Oggi, in mancanza di serie argomentazioni, non solo copia le iniziative di comunicazione e le idee programmatiche del Centrosinistra, di Gigi Bellassai, ma scaglia attacchi ad personam in modo volgare e inconsistente.

Per amore della chiarezza, della trasparenza e della verità precisiamo subito la posizione del dipendente di cui, impunemente, si fa nome e cognome nel precedente comunicato della Destra:

1) il dipendente stabilizzato risulta essere l’unico per il quale è stato possibile applicare quanto previsto dalla Legge 296/2006 («Legge Finanziaria 2007»), visto che la possibilità di stabilizzazione era prevista esclusivamente per il personale «in servizio a tempo determinato da almeno tre anni, anche non continuativi, o che consegua tale requisito in virtù di contratti stipulati anteriormente alla data del 29 settembre 2006» ;

2) il funzionario risultava essere dipendente a tempo determinato dal 12 marzo 2002 e ha ininterrottamente ricoperto il ruolo di Capo settore servizi tecnici e tecnologici, previsto nella dotazione organica dell’Ente, a seguito di selezione pubblica come da avviso pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana serie speciale concorsi n.° 2 del 25 gennaio 2002;

3) al fine di non deludere le legittime aspettative degli altri precari si è ritenuto opportuno procedere alla stabilizzazione soltanto a seguito dell’approvazione della «Legge Finanziaria 2008» (Legge 244 del 24 dicembre 2007) che ha ampliato la stabilizzazione al personale «già utilizzato con contratti di collaborazione coordinata e continuativa in essere alla data di entrata in vigore della legge»;

4) la Finanziaria 2008 prevede tuttavia la stabilizzazione «progressiva» tenuto conto dei «differenti tempi di maturazione dei requisiti». Pertanto la stabilizzazione operata risulta essere il naturale riconoscimento dei requisiti posseduti dal dipendente e rappresenta un impegno vero, concreto e non propagandistico per la futura stabilizzazione degli altri precari.

Quanto sopra specificato testimonia, una volta di più, la ragione per cui, con grande serietà e rispetto dei cittadini il candidato Bellassai ha voluto rinviare il «faccia a faccia» con l’altro candidato. Convinto - come testimonia con palese evidenza il comunicato della Destra - che non sarebbe stato un confronto sui programmi, ma il solito, triste e intollerabile «teatrino della politica», la solita insulsa bagarre dai toni aspri e vigliacchi. Esattamente il contrario di ciò che la gente perbene, la gente moderata, la gente di Comiso vuole ascoltare.

«Finché non ci saranno chiari e inequivocabili segnali di maturità politica, di serietà e di rispetto per le persone ? ha dichiarato Gigi Bellassai - noi non interloquiremo con questa Destra, una Destra che sa soltanto copiare e attaccare, che scimmiotta le nostre proposte e aggredisce le persone, rendendo il discorso politico vuoto, livoroso e privo di etica.

Lo ribadiamo: noi, in questa tornata elettorale, vogliamo parlare di programmi, di progetti e di futuro. Noi vogliamo essere propositivi. Noi vogliamo guardare avanti, con speranza, fiducia e ottimismo. Tutto il resto, francamente, ci annoia, non ci interessa. E non ci interessa perché sappiamo che non interessa alle comisane e ai comisani».