Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:26 - Lettori online 1004
COMISO - 25/02/2008
Politica - Comiso - Una terna di nomi, due dei quali "pesanti"

Politiche: per le candidature Pd
in lizza Digiacomo, Zago e Elia

Il terzo nome è quello di una donna, neofita del partito Foto Corrierediragusa.it

Poco tempo e poche parole nella vecchia Pio LaTorre di Comiso sezione che, da PC divenne PDS, DS ed oggi PD. Ieri sera, si è riunito tutto il coordinamento cittadino, per proporre a Roma le candidature alle politiche.

Come prevede il nuovo statuto del PD, un nome certo deve essere quello del coordinatore provinciale del partito e quindi, così come avvenuto nelle altre 11 sezioni provinciali, anche a Comiso il nome principale è stato quello di Pippo Digiacomo, tra l’altro da poco ex sindaco del comune.

Poi, a sorpresa la salomonica decisione: anche l’on Salvatore Zago (nella foto). Infine una candidata donna: Gabriella Elia, una neofita del partito che, nello specifico rappresenta la società civile oltre che la componente femminile. Il coordinatore cittadino, Domenico Passeretti, ha speso poche parole poiché sapeva probabilmente che si sarebbe trattato di un plauso collettivo.

Non sarà certo una cosa facile per tutti e tre, trovare una collocazione utile nella lista, poiché va anche detto che il segretario nazionale, Walter Veltroni, si è riservato una quota del 30% di uomini «suoi», da inserire tra le candidature.

Ma, a detta anche dell’on Zago, la decisione di Veltroni si inserisce bene nella logica di rinnovamento e, se si vuole, di «svecchiamento» dei quadri rappresentativi. Per quanto riguarda invece la discussione sulle candidature regionali, il PD ha rimandato la decisione che, sarà consequenziale alle candidature nazionali.

Forse i nomi spesi sono eccessivamente rappresentativi, ma, secondo Passeretti, è giusto che il territorio dia un segnale forte. Del resto, lo spirito unitario che sta contrassegnando il PD, non poteva scegliere tra i due nomi, ma semmai, indicarli tutti e due.