Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 592
COMISO - 19/02/2012
Politica - Per l’ex sindaco «Comiso non è la repubblica delle banane»

Digiacomo auspica lo scioglimento del consiglio comunale

In maniera esplicita ed evidente, il deputato regionale si rivolge a quei partiti e liste che ancora sostengono Alfano, chiedendo loro cosa aspettano ancora a staccare la spina
Foto CorrierediRagusa.it

«Comiso non è la repubblica delle banane»! L’ex sindaco di Comiso, Pippo Digiacomo (nella foto quando s´incatenò per l´aeroporto), scrive una lettere aperta ai cittadini di Comiso facendo intravedere la possibilità di uno scioglimento del consiglio comunale prima del 2013. Lo dichiara lui stesso nella sua missiva alla città : «Se qualcuno pensa che il Partito Democratico di Comiso stia a guardare inerme la tragedia della sua città e mantenga in piedi organismi consiliari funzionali per votare provvedimenti iniqui e mantenere al rango di consiglieri o amministratori figure di opportunisti che stanno lì per sistemarsi loro o sistemare i loro interessi più o meno politici si sbaglia».

Ma non solo. In maniera esplicita ed evidente, si rivolge a quei partiti e liste che ancora sostengono Alfano, chiedendo loro cosa aspettano ancora a staccare la spina. Digiacomo, dice di volere fare chiarezza su quanto accadrà a Comiso nella fase post dissesto. Secondo l’ex amministratore, le intenzioni del sindaco e della giunta che lo sostiene sono quelle di triplicare le tasse, azzerare i servizi, licenziare parte del personale. Continua Digiacomo, affermando che le liste che sostenevano la candidatura di Alfano hanno già da tempo avuto una presa di posizione netta nei confronti di quest´esperienza fallimentare, mettendo in minoranza il sindaco in Consiglio Comunale. Tutte tranne il Pdl e l´Udc, sebbene quest´ultimo abbia un forte travaglio interno e nello stesso Pdl ci siano posizioni critiche molto acute.

«In una città che si rispetti e che non sia la Repubblica delle Banane, dopo un atto così grave, e cioè il fallimento del Comune, si manda a casa il Governo della città e si ridà la parola al Popolo Sovrano che saprà scegliersi la propria classe dirigente - quale che essa sia - per cominciare una difficile risalita economica, sociale, culturale e, non ultima, di prestigio. La nostra città, infatti, anche da questo punto di vista, sembra essere diventata la copertina di «Chi» o di «Visto». Al massimo di «Sorrisi e canzoni» o di «Autosprint».

Ora, in un momento così delicato, il sindaco sembra felice ed euforico d´avere dichiarato il dissesto, lo abbiamo visto e sentito tutti! Lui crede che l´unica cosa importante per i nostri cittadini sia scaricare ad altri la colpa del disastro Comiso. Peccato che ci ha pensato quattro anni dopo, giacché mi sono dimesso da sindaco il 12 febbraio 2008. Però è curioso che fino a due mesi fa Alfano ci diceva che Comiso aveva i soldi, visto che spendeva e spandeva, firmava documenti dove dichiarava che il comune non era né in dissesto né strutturalmente deficitario, portava fior di bilanci in avanzo. In fondo aveva ragione, nel senso che se i conti che gli avevamo lasciato non fossero stati in ordine difficilmente avrebbe potuto dissennatamente scialacquare per quattro anni. Invece i suoi bilanci sono stati definiti falsi dai revisori contabili e pertanto cestinati dai commissari regionali».

Secondo Digiacomo, continuare a far finta di nulla non è possibile, tenere in piedi una figura sindacale completamente squalificata in un momento così delicato sfiora l´irresponsabilità. «C´è da chiedersi che cosa aspettino le forze politiche comisane, tutte, a staccare la spina. Quali interessi, quali miserie, quali chiare o torbide ragioni impediscono di ridare la parola al popolo? A quanto si dice, un posto di lavoro promesso in Aeroporto oppure una modifica interessata al piano regolatore generale oppure le ambizioni personali di qualche amministratore che si crede il Passera della situazione... Queste miserie sono le ragioni plausibili per ritardare di un anno la rinascita di Comiso? Con quale coraggio questa giunta municipale o questo consiglio comunale possono calare la mannaia delle tasse su un´economia ristagnante, debole, in crisi profonda come quella della nostra città senza aver prima dato la parola agli elettori per avere rappresentanti seri e affidabili?

Pertanto, se qualcuno pensa che il Partito Democratico di Comiso stia a guardare inerme la tragedia della sua città e mantenga in piedi organismi consiliari funzionali per votare provvedimenti iniqui e mantenere al rango di consiglieri o amministratori figure di opportunisti che stanno lì per sistemarsi loro o sistemare i loro interessi più o meno politici si sbaglia. Noi non ci stiamo a delegare l´attuale sindaco a rappresentarci in un momento così delicato d´interlocuzione nazionale e regionale; noi non ci stiamo ad aspettare inermi che Comiso bruci come il Palaroma o venga messo a sacco come Cava Porcaro; noi non ci stiamo che la nostra città venga utilizzata come giocattolo per ragazzini incoscienti».


Ci risiamo.....
20/02/2012 | 9.26.26
Fausto

Ci risiamo....siamo sempre alle solite...L´ex sindaco Digiacomo e "compagni", anziche sparare a zero e criticare come sempre la gestione del comune, perchè, innanzitutto non ammette che le colpe del passato cioè i vizi e difetti della sua gestione ritornano nel presente? Invece di inveire perchè tutto il Partito e Lui non iniziano ad aiutare ad uscire dalla crisi questo Comune ormai morente da anni?
Lascio a Voi il continuo....
Ah dimenticavo SIAMO STUFI DI SENTIRE LAMENTELE E COMIZI....DOVE SONO I FATTI?