Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:46 - Lettori online 633
COMISO - 02/02/2012
Politica - La Corte dei conti ha già emesso la sentenza sui bilanci

Dissesto Comiso, diatriba tra Alfano e Digiacomo

La versione dei fatti del sindaco

La Corte dei conti ha già emesso la sentenza sui bilanci dell’amministrazione Digiacomo. Atti e documenti a sorpresa durante l´incontro del Pd di Comiso. Un incontro pieno di sorprese, quello convocato dal Pd di Comiso martedì mattina. L’on Pippo Digiacomo chiamato in causa più volte in questi ultimi mesi dal sindaco di Comiso, ha esibito una serie di documenti ufficiali tra i quali la sentenza della Corte dei conti in merito alla contabilità di 10 anni di amministrazione. Con un particolare: la sentenza era già stata emessa nel 2009!

«Non ho ancora capito – ha dichiarato Digiacomo – quale sentenza stia aspettando Alfano o per lo meno, quali illusioni stia veicolando nei cittadini comisani. La Corte dei conti, il 25 novembre 2009, dopo una denuncia di Alfano relativa al bilancio 2007, con deliberazione n° 184/2009/Prsp, ha emesso la sentenza».

Nel documento ufficiale infatti, viene sentenziato: «La Corte dei conti, non rileva l’elemento psicologico ed è pertanto irrilevante ogni responsabilità personale poiché viene posta in esame la gestione del Comune nella sua oggettività. E poiché tutte le criticità già rappresentate nell’atto di deferimento del 12 ottobre 2009 non risultano superate, occorre adottare la specifica pronunzia prevista dalla legge». Nella logica del pronunciamento, ciò sta a significare che dal 2007 al 2009, le criticità addebitate a Digiacomo, non erano ancora state superate. Ma quali erano le criticità?

«L’elenco è chiaro – ha continuato Digiacomo – ed è fedelmente riportato nella sentenza stessa. Gli elementi di criticità del sottoscritto sono i seguenti: il ritardo nell’approvazione del bilancio consuntivo 2007, il mancato aggiornamento dell’inventario, il disavanzo di gestione nel 2007 pari a un milione e 969mila 927 euro, il disavanzo di gestione decennale pari a 7 milioni e 233mila 199 euro, il ricorso all’anticipazione di cassa per il 2007 di 2 milioni e 700mila euro, mancata destinazione delle entrate provenienti da sanzioni per violazione del codice della strada, l’errata collocazione di somme impegnate nel capitolo IV anziche nel capitolo I della spesa per un importo di 2 milioni di euro che ha così generato il mancato patto di stabilità per il 2007, l’utilizzo improprio delle partite di giro, in particolare di impegni di spesa correlati ad accertamenti di entrate mancanti di idonei titoli giuridici.

Alfano però dovrebbe spiegare alcune cose – ha dichiarato ancora Digiacomo – innanzitutto come mai ad un anno dal suo insediamento non aveva ancora provveduto a sanare queste criticità, come mai nel 2011 ha approvato un bilancio consuntivo in avanzo di 17 mila euro, per poi dichiarare poche settimane dopo, un dissesto per un ammontare di circa 25 milioni di euro». Ma Digiacomo è stato un fiume in piena. Dopo questa analisi ha ancora ribadito che, dalle dichiarazioni rese in questi anni da Alfano a mezzo stampa, il primo cittadino «si è sbizzarrito nella danza dei numeri».

Il 24 luglio 2008, in un comunicato Alfano ha dichiarato che il comune era indebitato per 7 milioni e mezzo di euro. L’ 8 novembre 2008 anche l’ex assessore Raffaele Puglis ha ribadito la stessa cosa. Addirittura il 29 ottobre 2009 lo stesso Puglisi aveva dichiarato che il deficit dell’ente restava attorno ai 5 milioni di euro. Ed in tutto questo bailamme di numeri, c’è anche il decreto del sindaco, datato 1 febbraio 2010, dove si legge chiaramente : « il comune non ha dichiarato dissesto, né si trova in condizioni strutturalmente deficitarie».

Per l’on Digiacomo quindi, le motivazioni del dissesto sono evidenti: «Il comune è fallito perché dal 2008 al 2011 ha portato la spesa corrente da 20 milioni l’anno a 24, con un acclarato esubero di 4 milioni l’anno. E’ fallito perché ha avuto minori introiti a causa del mancato accertamento dei tributi non pagati e per mancati introiti di oneri Bucalossi (concessioni edilizie ) che fruttavano in passato, circa 200mila euro al mese. E’ fallito per il mancato riconoscimento del debito fuori bilancio derivato da sentenze né riconosciute, né pagate, nella piena consapevolezza di omettere atti che prima o poi, avrebbero causato il dissesto del comune».

LA REPLICA DEL SINDACO ALFANO
In merito alle dichiarazioni dell´ex sindaco Digiacomo, secondo il quale la Corte dei Conti si sarebbe già pronunciata sui conti del Comune, il sindaco, Giuseppe Alfano ha commentato:

«Premesso che appare chiarissimo che il documento quando cita testualmente la Corte dei Conti osserva che, ´in questa sede, non rileva l’elemento psicologico ed è pertanto irrilevante ogni responsabilità personale poiché viene posta in esame la gestione del Comune nella sua oggettività´, altro non fa che presagire un rinvio della questione inerente le responsabilità ad altra sede, , non comprendiamo – continua Alfano – come si possa quasi gioire di un documento che accerta, addebitandole senza remore all´Amministrazione Digiacomo, gravissime responsabilità gestionali nei conti dell´Ente fino al 2007 come, stando alla stessa ammissione dell´ex sindaco, il ritardo nell’approvazione del bilancio consuntivo 2007, il mancato aggiornamento dell’inventario, il disavanzo di gestione nel 2007 pari a un milione e 969mila 927 euro, il disavanzo di gestione decennale pari a 7 milioni e 233mila 199 euro, il ricorso all’anticipazione di cassa per il 2007 di 2 milioni e 700mila euro, mancata destinazione delle entrate provenienti da sanzioni per violazione del codice della strada, l’errata collocazione di somme impegnate nel capitolo IV anziché nel capitolo I della spesa per un importo di 2 milioni di euro che ha così generato il mancato patto di stabilità per il 2007, l’utilizzo improprio delle partite di giro, in particolare di impegni di spesa correlati ad accertamenti di entrate mancanti di idonei titoli giuridici.

Questa è l´ennesima riprova di una opposizione che, anche tramite i suoi leaders, soprattutto sull´argomento delle casse comunali, autodenuncia uno stato confusionale acclarato al punto da pretendere che i cittadini quasi elogino una gestione che, certificata dai massimi organi di controllo, è stata già descritta come pessima».