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Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 696
COMISO - 18/10/2011
Politica - Il forte scollamento fra i vari ruoli sta lacerando i rapporti dentro il partito

Udc Comiso: è anarchia fra assessori consiglieri e partito

Si acuiscono sempre più le spaccature all’interno del partito, la cui base non condivide le scelte dei propri rappresentanti in giunta
Foto CorrierediRagusa.it

Gli assessori Udc fanno scelte «influenzate» che non rappresentano la linea del partito. Giuseppe Digiacomo (foto), vicepresidente del Consiglio comunale ed esponente dell’ Udc comisano, conferma la spaccatura all’interno dello scudo crociato casmeneo. Per Digiacomo, infatti «il progressivo scollegamento creatosi tra chi ha rappresentato e rappresenta l’Udc in giunta da una parte, i consiglieri comunali e la base del partito dall’altra, ha portato spesso a delle scelte «influenzate», non rappresentative della vera linea politica del partito e ad un consequenziale appiattimento dell´attività politica locale del partito». Secondo il vice presidente, avere un´identità, far valere le proprie proposte, i propri progetti, dire no a scelte non appropriate, non condividere percorsi, non significa venire meno alle responsabilità assunte o essere sleali, anzi «significa spendersi per il bene comune, l´unica cosa a cui bisogna rispondere e dare risposte concrete».

Venti di guerra dunque nel partito di Casini che, se da un lato non abbandona la posizione maggioritaria a Comiso avendone il beneficio del governo della città, dall’altro comincia a prendere le distanze dall’operato dell’amministrazione Alfano. Ma se questa dovesse essere la tendenza, alcune cose diventano poco chiare. Ad esempio, la mancata contestazione di alcune misure poste in essere dall’amministrazione. Ultime in ordine di tempo, l’aumento della Tarsu del 30% e l’abbandono dell’aula consiliare, durante l’ultima seduta quando, tutti i consiglieri di centro destra, Udc compreso, non hanno accettato di ritirare la delibera sull’aumento della stessa tassa. In diverse occasioni, proprio i consiglieri udicini, sono stati i primi ad appiattirsi sulle linee della giunta. Del resto, fin quando non arriveranno chiari segnali e direttive ben precise da parte del leader nazionale Pier Ferdinando Casini, sulla reale costituzione del terzo polo, e relative alleanze, l’Udc a livello locale «tergiversa».