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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:26 - Lettori online 825
COMISO - 28/01/2011
Politica - Comiso: animata assise consiliare in piazza Fonte Diana

Cinque ore di liti su mozione-censura al presidente

Il Consiglio dei veleni: Salvo Zago accusa il presidente Raffaele Elia di «cafonaggine politica». Puglisi (lista LaTorre) ne chiede le dimissioni. Occhipinti (Pd) paventa la sfiducia. Bonifacio (Pdl) parla di ribaltone. Assenza (Pdl ) reputa illegittima la mozione
Foto CorrierediRagusa.it

Non è mai stato nello stile del capogruppo Pd, Salvo Zago (foto), apostrofare così pesantemente un avversario politico. Ma gli attriti ed i veleni della politica comisana sono ormai alle stelle. Cinque ore di seduta del consiglio comunale senza esclusione di colpi tra le «opposizioni» ormai in maggioranza, ed i consiglieri Pdl/Udc, ridotti a 9 su 20. Il punto saliente all’ordine del giorno è stata la mozione di censura contro i comportamenti del presidente del consiglio, Raffaele Elia che ieri, oltre a non partecipare come nel suo ruolo, delegando il vice presidente, Giuseppe Digiacomo (Udc ), si è rifiutato per ben due volte di rispondere al dibattito, uscendo dall’aula per motivi vari.

Elia è stato invitato diverse volte durante la seduta da 4 consiglieri a cambiare atteggiamento, mostrando meno parzialità politica nei confronti di tutti i consiglieri di opposizione. Ma Elia, ha glissato l’invito con una «non risposta», uscendo dall’aula e non rientrando più dopo l’attacco di Zago. Gli 11 consiglieri firmatari della mozione e votanti della stessa, hanno stigmatizzato questo ulteriore atteggiamento di indisponibilità, anticipando che seguirà una riflessione su una probabile mozione di sfiducia del presidente. A fare l’avvocato difensore è intervenuto il capogruppo del Pdl, Giorgio Assenza che, dopo avere citato alcuni articoli del regolamento comunale, ha dichiarato che per legge non esiste una mozione di censura o di sfiducia nei confronti di un presidente di consiglio.

L’intervento successivo di Pasquale Puglisi, uno degli 11 firmatari, è stato chiaro: «Il presidente Elia è stato eletto con i voti dei consiglieri di maggioranza, ma oggi quella maggioranza non c’è più, quindi reputo opportuno e corretto, che il presidente e tutto il consiglio di presidenza, si dimettano per dare la possibilità al civico consesso, di rieleggere democraticamente un altro presidente ed un altro vice presidente».

Il quadro adesso è ancora più opaco perché dopo la seduta di ieri è stato sancito definitivamente che non vi è alcuna possibilità di recupero dei tre consiglieri di maggioranza passati all’opposizione. Questo «ribaltone», come è stato definito dal consigliere Danilo Bonifacio (Pdl), potrebbe creare non pochi problemi al governo della città che non ha più una maggioranza.