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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:36 - Lettori online 1330
COMISO - 05/12/2010
Politica - Comiso: dopo la tempesta la tensione politica rimane alta

Peppe Alfano non teme la sfiducia e apre sui programmi

I nomi non si cambiano»- dice malcelando un comprensibile nervosismo. I consigli dell’ex Pasquale Puglisi: «Si ricordi che è stato eletto da partiti e liste civiche»
Foto CorrierediRagusa.it

Il sindaco non cambia. Accerchiato da Pdl e Udc, che gli chiedono di modificare la squadra assessoriale per dare spazio anche alla componente di Nino Minardo, Giuseppe Alfano (nella foto con l´assessore Schembari) fa orecchie da mercante. Però lascia aperta la via del dialogo. «Per ora non recedo- rivela durante la presentazione del libro di Peppula Salvo al teatro Naselli di Comiso- ma lascio aperta la porta del dialogo».

Non chiedetegli di cambiare i nomi, ma sulle emergenze apre, così come ha fatto per la frazione di Pedalino. «Potrei ragionare sui programmi, sediamoci e discutiamo». E se gli si fa notare che incombe la minaccia della sfiducia, il sindaco accetta la sfida: «La sfiducia non mi fa paura, me la facciano».

L’EX ALLEATO PASQUALE PUGLISI
«Siamo a livelli di schizofrenia politica, Alfano non dimentichi di essere stato eletto da una coalizione e da liste civiche»

di Laura Incremona

Pasquale Puglisi, consigliere di maggioranza ed oppositore di Alfano da circa un anno, interviene sulla crisi politica dell’amministrazione. Subito dopo le dichiarazioni dell’ex assessore Cugnata, che aveva dato ad Alfano una soluzione per recuperare Puglisi, proponendolo alla presidenza del consiglio comunale, arriva la nota che non lascia dubbi sull’impossibilità di un suo recupero.

Per Puglisi siamo alla «schizofrenia politica». «Se veramente voleva emanciparsi dalla perversa logica spartitoria- dice Puglisi- Alfano non avrebbe dovuto dimenticare di essere stato eletto sulla base di un impegno programmatico definito e condiviso da tutta la coalizione, partiti politici e liste civiche, e di questo farsi forte.

Secondo lex sindaco della destra, «la sensazione diffusa è che siamo all’inizio della fine. Io soffro per la città e per l’inadeguatezza di questo gruppo di potere ha sperperato un patrimonio enorme di serietà politica, di attaccamento alla città ed alla sua storia, di correttezza amministrativa, di credibilità sulla parola, patrimonio che apparteneva ad una certa area politica».