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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 926
COMISO - 12/11/2010
Politica - Comiso: sempre più pesante il clima politico in piazza Fonte Diana

"Gestapo" a Comiso? Bellassai: "Vendette per i dipendenti"

A rafforzare la tesi del segretario politico una nota del direttore generale Alberto Depetro, con la quale lascia intravedere «inefficienze, macro e micro illegalità negli uffici»
Foto CorrierediRagusa.it

Si respira un clima di «pulizia etnica» al Comune di Comiso. Gigi Bellassai (nella foto), segretario cittadino del Pd, rievoca vecchi e inquietanti fantasmi del passato, dei tempi quando il motto era «o con me o contro di me». E accusa Giuseppe Alfano.

«Il sindaco perde la maggioranza- attacca Bellassai- piomba in una crisi senza futuro e se la prende con i dipendenti, scatenandosi in feroci vendette. In preda alla confusione e fors’anche alla disperazione politica, alle prese con mille problemi amministrativi irrisolti e con un rimpasto nelle giunta che sa di ultima spiaggia, Alfano scatena la sua offensiva contro alcuni dipendenti con una raffica di ordini di servizio operati senza alcun criterio di efficienza e di funzionalità».

In prossimità della campagna elettorale, avremmo cestinato dichiarazioni del genere, ma a tre anni dalle elezioni c’è qualcosa che non va. I sentori della crisi, prima che li manifesti Gigi Bellassai, che fa il suo lavoro di oppositore, si avvertono all’interno della stessa maggioranza. Dissapori fra sindaco e assessori, revoca di delega o dimissioni di Michele Zisa (poco importa chi ha anticipato l’altro, è la sostanza che conta non la forma), la clamorosa rottura con Pasquale Puglisi, voci di rimpasto collettivo di altri assessori che con il sindaco sono ormai separati in casa, la dicono lunga sulle difficoltà che la giunta Alfano ha nel rapportarsi con se stessa e con la città che l’ha votata. Solo questioni di deficit economico ereditato dalla giunta Digiacomo?

Gigi Bellassai estrae dal suo lessico sostantivi tanto pesanti quanto fastidiosi persino a riportare: «Scelte, quelle di Alfano che, lungi dal razionalizzare la macchina amministrativa per migliorare i servizi e superare l’empasse amministrativa, sono orientate all’odio politico e si trasformano in una sorta di «pulizia etnica» di funzionari smantellando servizi essenziali».

Gigi Bellassai, nel denunciare questo clima si fa forte delle segnalazioni fatte nelle settimane scorse «dal direttore generale del Comune, con le quali denunciava inefficienze, macro e micro illegalità negli uffici». Bellassai interpreta la nota a modo suo: «Il clima nel palazzo diventa sempre più pesante per la presenza di delatori, spie, controllori e «cavirarari», da far impallidire i loro omologhi del ventennio fascista, che pare abbiano libertà di scorrazzare negli uffici, anche senza averne titolo ufficiale, con l’ordine di sorvegliare sulla fedeltà politica dei dipendenti».

Dichiarazioni che lasciano senza parole. Sulla base di quale fondamento il direttore generale Alberto Depetro scrive queste note? Siano vere o meno, il sindaco ha l’obbligo di intervenire: o eliminando i comportamenti descritti dal direttore generale o chiedendo le dimissioni immediate del direttore generale, che fra l’altro è stato anche dirigente ai tempi della sindacatura Digiacomo.

Gigi Bellassai, con questa nota al vetriolo si sostituisce persino ai sindacati. «Chiediamo di fermare questi comportamenti – conclude il segretario cittadino - e sollecitiamo l’intervento dei sindacati per riportare il tutto nell’alveo della normalità. In mancanza di segnali chiari, ci rivolgeremo alle autorità competenti per difendere la dignità e i diritti dei lavoratori.»