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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 831
COMISO - 29/10/2010
Politica - Comiso: il leader di Sicilia Vera in giro per l’isola per presentare il suo progetto

De Luca: "Sto con Micciché per far cadere Lombardo"

«La Sicilia è al dissesto finanziario. Meglio votare nel 2011 che consegnare le chiavi della Regione a Berlusconi». L’ex deputato Mpa che nel 2007 si spogliò all’Ars, inclemente con la «casta» della quale ammette di far parte
Foto CorrierediRagusa.it

Quando nel 2007 si mise in mutande nella sala stampa dell’Ars, Cateno De Luca (nella foto) voleva anticipare all’opinione pubblica le vergogne della Sicilia di oggi. Il leader di Sicilia Vera (acronimo di Verso economica regionale autonoma) sta girando la Sicilia per fare attecchire il suo movimento politico che si è confederato con Forza del Sud di Gianfranco Micciché allo scopo di dare la spallata finale a Raffaele Lombardo e al suo governo «tecnico».

De Luca è stato anche Comiso, presentato dal professore Nunzio Lauretta, referente provinciale di Sicilia Vera- Forza del Sud, ed è difficile immaginare cosa non sia uscito dalla sua bocca nei confronti di questo governo regionale e della politica in generale. A chi gli ha chiesto come concilia il suo feeling con il tutt’altro che «verginello» Gianfranco Micciché, il sindaco di Fiumedinisi (uno dei 108 comuni del messinese) ha risposto candidamente che si tratta di «rapporto a termine, giusto il tempo di rovesciare questo governo e di mandare la Sicilia alle urne entro il 2011. Non per piacere, ma per non creare altri guai finanziaria ai siciliani».

Un «matrimonio» d’interesse, potremmo dire, «senza sentimento» amicca con un sorrisino Cateno De Luca, ma utile alla liberazione della Sicilia. Perché tanto astio (politico, ovviamente) nei confronti dell’uomo che De Luca ha appoggiato per due volte e che per due volte ha lasciato? «Perché io sono il destabilizzatore dell’Ars- spiega- quello che rompe le scatole e non si piega. Quello che presenta migliaia di emendamenti alla Finanziaria e riesce a fare cambiare rotta a 89 deputati. Sì, sono inaffidabile (per loro) e voglio continuare a esserlo».

Cateno De Luca snocciola cifre economiche di colore rosso da fare allibire. «I debiti della Regione sono indecifrabili. E cosa ancora più grave, quando il padre di famiglia durante la crisi comincia a tagliare spese vitali per lil nucleo. Fra qualche mese piangeremo lacrime di sangue, gli enti locali nei loro bilanci possono mettere il 50% in meno rispetto al passato».

Un vulcano che non risparmia nessuno. «Lombardo, incapace di spendere i soldi Fas 2006, 2 miliardi di euro; il Pd che approfitta della debolezza del sistema per dare manforte a questo governo; la Formazione professionale, strumento di clientele da mantenere». E lui e la sua sparuta pattuglia di parlamentari che fanno? «Puntiamo a far saltare questo sistema, perché il governo tecnico non ha senso in campagna elettorale. Meglio andare al voto che abbracciare il dissesto finanziario, del quale l’Mpa è l’unico responsabile. Questo governo? La brutta fotocopia di altre esperienze deludenti. Il paradosso? «Lombardo a Roma sta con Berlusconi (grazie al ministro Reina) e a Palermo governa con il Pd. Bravo il governatore, a Roma fa il «destro» e a Palermo fa il «sinistro».

E chi lo tiene questo parlamentare dalla corporatura esile, dal timbro di voce flebile ma dall’indomito carattere? Sulla sanità è scatenato. «Ha cambiato tutti i direttore generali, ma non il modo di gestire le Asp. Una mera operazione gattopardesca».

E ai sindaci siciliani quasi un appello ad "abbassare le mutande", proprio come ha fatto lui: «Voglio vedere chi di loro avrà il coraggio, in vista della prossima finanziaria, di andare a Palermo e consegnare simbolicamente la fascia a Lombardo. Bloccare improvvisamente la spesa è far saltare il sistema delle aziende. Sapete quant’è la liquidità di cassa della Regione? 11 milioni di euro. Non consentirò di contrarre altri mutui per pagare spese correnti, perché i muti si fanno per gli investimenti sul territorio»
Il sorprendente De Luca, che Cossiga definirebbe un picconatore piccolo piccolo, conia anche uno slogan: «Subire, soffrire in silenzio o organizzarci». Io ho deciso di organizzarmi, anche se faccio parte della casta che ha tanti privilegi, ho bisogno di reagire».

Ed ha pure una proposta tecnica per il governo dei tecnici e contro la burocrazia. «I finanziamenti si possono dare anche agli sportelli, non c’è bisogno di formare i bandi clientelari che necessitano dei favori dei deputati». Rispunta la solita vocina: con Micciché che punta a diventare il novo presidente della Regione come la mette? «Non mi ha piegato Lombardo, non mi piegherà Micciché, sì, potrei appoggiarlo per destabilizzare l’attuale sistema».

Infine il De Luca ambientalista. «Sulle trivellazioni della Panther è contrario. E rivolto all’assessore vittoriese Pippo Mascolino che l’ascolta per il comune di Vittoria, dice: «Quelle trivellazioni le ha firmate l’ex assessore Interlandi su ordine di Lombardo, rivolgetevi a loro». Il Piano paesaggistico? Moderazione: «Va concertato per il bene di tutti i soggetti interessati, guai a calarlo dall’alto». Prima del congedo una raccomandazione a chi prende appunti: «Sia clemente…!» E no, doveva pensarci prima di emettere tale sinfonia nei confronti dell´attuale giostra politica?