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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 827
CHIARAMONTE GULFI - 29/11/2009
Politica - Chiaramonte Gulfi: le parti politiche restano distanti

Clima natalizio decisamente lontano a Chiaramonte

Si è registrata una violenta contrapposizione che in questa legislatura non si era mai vista

Le luci del Natale, quelle luminarie che creano l’atmosfera della festa, della più importante festa dell’anno, non hanno ravvicinato le parti politiche, anzi sono state la causa di una violenta contrapposizione che in questa legislatura non si era mai vista. Contro la decisione del Consiglio comunale che appena 15 giorni fa aveva, a maggioranza, azzerato i fondi per le luci natalizie e per il salario accessorio al personale a tempo determinato del Comune, c’è stata la prevedibile mobilitazione dell’Associazione commercianti e delle organizzazioni sindacali, mentre nella città montava la protesta.

Per trovare un accordo e soprattutto per evitare che il Natale a Chiaramonte Gulfi fosse una mesta e buia festa, il Presidente del Consiglio comunale, Mario Bentivegna, ha convocato i capigruppo. Alla fine si era raggiunta una intesa e tutte le parti in causa, maggioranza e minoranza, compresi coloro i quali avevano azzerato i fondi, si erano dichiarati pronti a rimetterli. Addirittura alcuni di loro hanno richiesto, per iscritto, al Presidente del consesso di convocare il Consiglio e chiudere così, in buona pace, questa triste vicenda.

In aula le cose sono andate in maniera perfettamente opposta. La volontà di ciascun consigliere di minoranza, che poche ora prima aveva detto si a rimettere i fondi per il Natale e il personale, sembrava annullata da qualche ordine superiore.

Una metamorfosi stigmatizzata con forza dal Presidente Bentivegna che ha definito il comportamento del capogruppo del l’Mpa Giudice e degli altri consiglieri di minoranza (Sanzone, Divita, Ragusa, Inghisciano, Vella) «non corretto» visto che in riunione dicono e si impegnato in un modo opposto rispetto al voto in aula.

Ancor prima di questo epilogo non atteso, erano volate parole grosse dagli opposti schieramenti. Da una parte Vito Sanzone che più volte ha invitato il Sindaco Nicastro a dimettersi perché non ha la maggioranza assoluta in Consiglio; dall’altra, il primo cittadino che ha tacciato il capogruppo di «Chiaramonte che Rinasce», di «pochezza politica incredibile» e Mario Giudice di «non tenere i pantaloni». Poi, dalle anche alle organizzazioni sindacali del personale comunale.

I rappresentati della Cgil, Cisl, Uil e Silpol sono stati definiti da Sanzone «pseudo sindacalisti», rei forse di aver difeso la categoria da un autentico sopruso. Alla fine la conta dei voti. Favorevoli a ristabilire in Bilancio i fondi per le luminarie e per il personale a tempo determinato i consiglieri della lista «Nicastro Sindaco» (Battaglia, Alescio, Gueli, Rizza, Giaquinta, Bentivegna, Cappello) oltre ai due consiglieri indipendenti (Vargetto ed Ansaldi). Hanno detto no i tre del l’Mpa (Giudice, Vella, Inghisciano) e i tre della lista «Chiaramonte che Rinasce» (Sanzone, Ragusa, Divita). Quindi chi aveva detto no la prima volta, dopo aver fatto la corsa del gambero, ha confermato la stessa posizione. Ma stavolta, grazie al blocco opposto i soldi sono stati rimessi nelle giuste caselle.