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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 841
CHIARAMONTE GULFI - 30/01/2009
Politica - Chiaramonte Gulfi - Emergenza criminalità nelle campagne

«La Destra» vuole le ronde
in aiuto alle Forze dell’ordine

Nella cittadina montana la tensione è alta e la consigliere Ansaldi pensa a dei gruppi di volontari che pattuglino le zone Foto Corrierediragusa.it

Si è parlato di ordine pubblico e del problema sicurezza, nell´ultima seduta del consiglio comunale di Chiaramonte Gulfi. Su proposta dei gruppi di minoranza, si analizzano i fatti di Roccazzo, con i due episodi di cronaca che si sono verificati due settimane fa. Tre persone date alle fiamme con l’utilizzo di benzina e di un cerino e un bilancio pesantissimo: un morto, il giovane Dario Bizzarra, e due feriti ancora ricoverati in ospedale. Il capitano Giovanni Palatini (nella foto) coordina le indagini, ma ancora non c´è nessuna novità.

La vicenda ha avuto un riverbero anche nella seduta consiliare quando la consigliere comunale della lista di minoranza Tina Ansaldi, de «La Destra», ha proposto di organizzare delle «ronde di cittadini che coadiuvino il lavoro dei vigili urbani, carabinieri e Polizia». La Ansaldi, però, vuole evitare gli equivoci: «Nessuna similitudine con quelle di qualche decennio fa – spiega non vorrei mai una cosa del genere. Io parlo solo di gruppi di cittadini volontari, che possano supportare il lavoro delle forze dell’ordine. Tutto solo in collaborazione con loro. Null’altro».

Il pensiero corre forte, inevitabilmente, a iniziative analoghe in altre aree del paese, dove spesso qualcuno si innescano meccanismi di vendette. Ansaldi, però, ribadisce: «Nulla di tutto ciò. Questo è assolutamente da evitare. Io ho proposto solo la collaborazione dei cittadini con le forze dell’ordine. Ma l’ordine pubblico resta affidato a loro».

Nella seduta consiliare altre proposte. Il capogruppo di «Chiaramonte che rinasce», Vito Sanzone (An) h proposto di istituire un’«anagrafe degli immigrati» «Propongo di istituire l’obbligo per chi risiede, anche temporaneamente, nel nostro territorio, o per chi ospita altri connazionali, di denunciarlo al comune. In questo modo noi potremmo avere la consapevolezza di chi c’è, veramente, nel nostro territorio. Molti immigrati vivono benissimo qui con noi, anche perchè fanno lavori che noi non facciamo, sono fonte di ricchezza e danno il loro contributo alla vita della comunità. Ma c’è anche chi viene in Italia per delinquere. Noi abbiamo l’obbligo di difenderci».

Carmelo Ragusa di «Chiaramonte che rinasce», chiede maggiore efficienza dei Servizi sociali. «Spesso si richiedono interventi che il comune non può dare nei tempi dovuti. Affidare il settore al direttore generale del comune, che non può occuparsi solo di questo, è stato un errore. Nelle campagne, ormai, ci sono molti immigrati. E’importante che si possa intervenire, nelle situazioni più difficili, anche con i servizi sociali».

Nel consiglio aleggia, per tanti, una certezza. A mettere a segno i due episodi sarebbero stati degli immigrati. Le testimonianze, finora, lacunose, dei sopravvissuti, andrebbero in questa direzione. Ma siamo certi che sia veramente così? Dietro questi episodi ci potrebbe essere ben altro.