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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 813
CHIARAMONTE GULFI - 03/07/2014
Politica - Seduta straordinaria del consiglio comunale infruttuosa

Il sindaco non spiega vicenda dei fuochi con... rogo

Fornaro lascia intendere che sarà la magistratura a fare chiarezza Foto Corrierediragusa.it

Doveva essere la serata dei chiarimenti e delle risposte per capire perché il Sindaco Vito Fornaro (foto), ha dato l’autorizzazione a sparare, per la festa di San Giovanni, i fuochi d’artificio in C.da San Marco che, come si ricorderà, hanno innescato un pauroso incendio, domato solo dopo circa venti ore. Invece la seduta straordinaria del Consiglio comunale, richiesta dalle consigliere di «Articolo4» Laura Picone e Cristina Terlato, è stata caratterizzata da una serie di domande poste dai consiglieri di opposizione alle quali il Sindaco Fornaro non ha aggiunto nulla di più di quanto scritto su Facebook. Malgrado le domande fossero incalzanti, il primo cittadino nel suo intervento si è lasciato andare su altre accuse per altre vicende anche del passato. Ma nulla a chiarimento del perché- malgrado la Commissione Tecnica Provinciale nel 2012 avesse espresso un chiaro divieto a sparare i fuochi d’artificio in quella contrada, per la presenza di sterpaglie e di una fitta vegetazione - Fornaro ha firmato un’autorizzazione di tal portata.

Chiara e netta la sua risposta ai molteplici attacchi. Se è stata legittima, queste le sue parole, l’indignazione dei cittadini, ha chiarito che non intende spostarsi da quanto detto, anche perché sono in corso le indagini da parte della Magistratura. Diversi e incalzanti gli interventi in aula. Laura Picone, ricordando quanto espresso dalla Commissione tecnica provinciale, ha parlato di un Sindaco che gestisce la cosa pubblica in maniera superficiale, arrivando poi ad affermare che se dimostrasse intelligenza politica e umiltà dovrebbe dimettersi. A difesa del Sindaco Fornaro ha parlato il Consigliere Giovanni Vivera che ha provato a minimizzare l’accaduto, sostenendo che l’incendio non è stato poi così grave.

Le reazioni a tale impostazione non si sono fatte attendere. Antonella Occhipinti del PD senza mezzi termini ha asserito che chi ha agito in tal modo, cioè dando l’autorizzazione ai fuochi, «va punito». Poi, rivolgendosi ai componenti la giunta municipale e i consiglieri vicini al Sindaco, ha parlato di loro silenzio assordante che li rende complici e poco credibili.

Un altro affondo è arrivato dal consigliere Giuseppe Nicastro. «Sarebbe stata cosa giusta, ha detto, che sindaco e l’amministrazione si dimettessero. Invece di farlo, dimostrate tanta arroganza. Non è lecito chiedere? Chi pagherà i danni? Il sindaco? Ci sono responsabilità anche di altri? E’ un avvoltoio un consigliere che fa domande? Io dico che il principale responsabile è il sindaco, in quanto ha preso una decisione in contrasto con la Commissione Tecnica da lui richiesta».

Nicastro si è anche soffermato su un’altra considerazione del Sindaco. Quest’ultimo ha parlato di strana alleanza tra le opposizioni solo per fare fuori l’Amministrazione comunale. In replica l’ex Sindaco ha chiarito che non vi è nessun patto tra le forze politiche di opposizione e che, viste come vanno le cose in Comune, anche se ciò fosse vero alla fine, pur di salvare la cittadina da questo sfacelo amministrativo, a trarne vantaggio sarebbero tutti i chiaramontani.

Sulla vicenda è intervenuto anche l’on. Sebastiano Gurrieri, responsabile provinciale di «Articolo 4». L’esponente politico ha parlato di «falso candore del Sindaco che giustifica il suo silenzio per rispetto dell’indignazione popolare». Definisce incomprensibile l’autorizzazione ai fuochi pirotecnici, alla luce delle prescrizione dalla Commissione provinciale. L’on. Gurrieri mette il dito anche sui danni causati dall’incendio sia ai privati cittadini sia al bene pubblico,il cui effetto è il danno erariale causato.

Piccato anche il comunicato dei due consiglieri del PD, Antonella Occhipinti e Dario Cutello. In questa vicenda, sostengono i due, legata all’incendio divampato per San Giovanni e alle gravi responsabilità in capo alla figura del primo cittadino, è racchiusa la politica che Chiaramonte ha avuto negli due anni. Per poi aggiungere: « La consapevolezza di aver perso il «controllo» delle sacche elettorali che hanno permesso la sua elezione porta questo sindaco a commettere degli errori gravi e irreparabili a danno della collettività e del territorio e delegittimare e offendere l’attività del consiglio».