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CHIARAMONTE GULFI - 26/05/2013
Politica - La vita politica in città è come una pentola in ebollizione

Fornaro replica alle accuse di Terlato e Picone

Il primo cittadino non ci sta

Di polemica in polemica, d’accusa in accusa, la vita politica e amministrativa nel comune montano è come un mare in tempesta. Ora è il turno del Sindaco, Vito Fornaro ad agitare le acque. Fornaro alle accuse delle consigliere del Megafono, Laura Picone e Cristina Terlato, che lo hanno definito autoritario ed arrogante, ribatte affermando che «non conoscono la storia degli ultimi venti anni del nostro Comune altrimenti saprebbero a quali ex amministratori queste «qualità» sono abbondantemente riconosciute». La questione sulla quale il Sindaco ha inteso replicare è quella relativa alle accuse delle due consigliere che hanno parlato di «intimazione, fatta da Fornaro e dal suo stretto collaboratore Vargetto, alla segretaria del Presidente del Consiglio per non eseguire fotocopie d’atti per conto del Presidente, perché da ora in poi questi deve fare richiesta scritta, come qualsiasi altro consigliere». Su questa storia Fornaro ribatte scotendo che le due oppositrici «conoscono i regolamenti comunali, o sono mal consigliate.

Tutte le delibere e gli atti sono pubblicati secondo i termini di legge, sostiene il Sindaco, nel sito del Comune, e possono essere tranquillamente consultate, scaricate e stampati da casa. In particolare, ha poi aggiunto, la parte riguardante l’accesso ai documenti da parte dei Consiglieri Comunali è trattata nell’art. 35. In esso, al comma 4, si specifica chiaramente che la copia dei documenti va richiesta mediante formale richiesta motivata al Segretario Comunale o ai dirigenti. Inoltre al comma 7 si recita» la richiesta di accesso ai consiglieri è negata, quando sia genericamente formulata». Il nervo rimane scoperto, invece, su altre diatribe, sollevate dalle due esponenti del Megafono (il prelievo, su disposizione del Sindaco, del nastro di registrazione dell’ultima seduta consiliare che ora si trova nella mani del comandate dei Vigili Urbani e la soppressione della stanza della presidenza del Consiglio). Alla prossima puntata

LE ACCUSE DELLE CONSIGLIERE
Oramai la vita politica in città è come una pentola in ebollizione. Dopo l’ultimo Consiglio comunale - dove, tra l’altro, è stato detto no a una variante al Piano regolatore, pensata per permettere la costruzione di un capannone la cui altezza era pari al doppio di quella consentita – lo scontro è al massimo possibile. Da una parte l’Amministrazione comunale che difende a spada tratta il proprio operato, accusando su più fronti gli oppositori, ora scendono in campo due consigliere comunali. Cristina Terlato e Laura Picone, de «Il Megafono» lanciano forti accuse al Sindaco, Vito Fornaro, e con la loro denuncia pubblica hanno inteso investire di varie faccende anche «gli organi istituzionali». Senza mezzi termini la Picone e Terlato parlano di «intimazione, fatta da Fornaro e dal suo stretto collaboratore Vargetto, alla segretaria del Presidente del Consiglio di non eseguire fotocopie di atti per conto del Presidente, perché da ora in poi questi deve fare richiesta scritta, come qualsiasi altro consigliere».

Sulla vicenda, denunciano le due, è stato anche diffidato il segretario comunale, dott.ssa D’Erba. Altro fatto gravissimo, secondo la Picone e la Terlato, il «prelievo poco opportuno richiesto al Comandante dei Vigili urbani della cassetta contenente la registrazione dell´ultimo Consiglio Comunale, che ora giace nella cassaforte del comando, per espressa volontà del Sindaco che ha minacciato di sporgere querela nei confronti di un Consigliere, di altro gruppo». In questo clima infuocato non poteva mancare anche «la soppressione della stanza della Presidenza del Consiglio, arredata, per volontà del Consiglio Comunale, proprio per svolgere la funzione istituzionale di Presidente e perciò utilizzata da tutti i Presidenti del Consiglio che negli anni si sono avvicendati, compreso l´attuale finché non gli è stata tolta». E per ultimale due denunciano una resa dei conti tutta interna all’ex maggioranza consiliare che era risultata vincitrice lo scorso anno alla amministrative, con la defenestrazione del suo capogruppo, avvenuta con una semplice «dichiarazione fatta da un consigliere direttamente in Consiglio Comunale e senza alcuna preliminare riunione in sede di gruppo».

Per la Terlato e la Picone «la misura è ormai colma, anche perché, oltre a non risolvere i problemi della città, vengono portati in Consiglio Comunale atti che poco hanno a che fare con l´interesse generale e la trasparenza dei comportamenti».