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CHIARAMONTE GULFI - 20/08/2011
Politica - E’ l’ultimo episodio di uno scontro senza precedenti tra maggioranza e opposizione

Mario Bentivegna si è dimesso da presidente del consiglio comunale

Tutto ruota intorno al mancato impiego di ben 414 mila euro dell’avanzo d’amministrazione
Foto CorrierediRagusa.it

Mario Bentivegna (foto) ha rassegnato le sue dimissioni da Presidente del Consiglio Comune. E’ l’ultimo (almeno per ora) episodio di uno scontro senza precedenti, in questi ultimi anni, tra la maggioranza del Consiglio comunale e l’Amministrazione. Tutto ruota intorno al mancato impiego di ben 414 mila euro dell’avanzo d’amministrazione.

Il Consiglio comunale a maggioranza ha bloccato ogni utilizzo e, quindi, quest’ingente somma resta nei cassetti. Le accuse si sono susseguite, i manifesti e i volantini hanno invaso ogni angolo della città, segno questo che la campagna elettorale per eleggere il nuovo Sindaco si approssima e la battaglia politica si fa incandescente. In tutta questa convulsa fine estate gli unici a restare a guardare e a sopportare tale scontro sono i chiaramontani che attendono risposte importati, quali il Piano regolatore, l a manutenzione delle strade, il rifacimento del tetto del Palazzetto dello Sport, gli interventi a sostegno dello sport, della Consulta dei Giovani, le manifestazioni estive.

Tutto congelato, in attesa che si trovi una via d’uscita. In tal senso si è adoperato il Presidente del Consiglio comunale, Mario Bentivegna, che ha provato in tutti i modi di trovare un compromesso e venir fuori da quest’empasse. Niente da fare. Anche il suo ultimo tentativo è andato in fumo, per l’atteggiamento «intransigente e pretestuoso», per usare le parole del capogruppo di «Nicastro Sindaco» di un paio di consiglieri. Alla fine invece di un tanto atteso «miracolo» sono arrivate, invece, le dimissioni di Bentivegna dalla carica di Presidente del consesso.

«Gli avvenimenti politici e amministrativi di questi ultimi giorni, cosi si legge nella sua nota, hanno evidenziato quanto profondo sia lo stato di malessere e d’incomunicabilità che regna all’interno delle nostre Istituzioni. La parcellizzazione dei gruppi consiliari e l’assenza di collaborazione tra Amministrazione e Consiglio, hanno portato uno stato di belligeranza istituzionale.

Paradossalmente non riusciamo ad indirizzare le risorse economiche che abbiamo a nostra disposizione. Ho percorso tutte le strade, ha aggiunto Bentivegna, per trovare una soluzione equilibrata, condivisa e accettata da tutti. Diversi sono stati gli incontri, da me organizzati e presieduti, tra i vari rappresentanti consiliari; l’ultimo dei quali, del 17 agosto, alla presenza anche del rappresentante l’Amministrazione, non hanno portato ad alcun risultato. Fortemente amareggiato per questi avvenimenti, ma per coerenza e rispetto dell’Assemblea Consiliare, massimo organo di rappresentanza, che ho presieduto fino ad oggi, che rassegno le dimissioni da Presidente del Consiglio Comunale.

Continuerò a sedere fra i banchi del Consiglio per dare il mio contributo alla crescita del mio paese. Ringrazio voi tutti per la collaborazione datami fino ad oggi, e che questa mia decisione serva a far scuotere tutti da questo stato di paralisi amministrativi». Alle parole del presidente del consesso si aggiungo quelle del Sindaco, Giuseppe Nicastro, per nulla disposto ad assumersi la ben che minima responsabilità in questa vicenda.

«Gli accadimenti di quest’ultimo periodo, sfociati nelle dimissioni dalla carica di presidente del Consiglio Comunale del dott. Mario Bentivegna, queste le parole del primo cittadino, sono da imputare ad un gruppo di consiglieri che pur di fare un torto all’Amministrazione comunale, ha di fatto bloccato l’utilizzo dell’avanzo d’amministrazione. La civica amministrazione ha dovuto subire questa ritorsione e su di essa non può ricadere nessuna responsabilità. Io penso che i cittadini, come dimostrato alle elezioni comunali quattro anni fa, hanno ben chiaro da che parte sta la ragione e da che parte sta il torto.

Rivolgendosi ai consiglieri che hanno bloccato l’avanzo (Giovanni Rizza, Mario Giudice, Concetta Ansaldi, Vito Sanzone, Salvatore Vargetto, Barbara Vella, Giovanni lnghisciano) il Sindaco crede che tutti loro «hanno interpretato male il ruolo di consigliere comunale d’opposizione, animato dall’intento di fare guerra all´amministrazione, dimenticando che il ruolo primario è quello di dare un contributo all’amministrazione della città».

«L’amministrazione comunale, ha poi concluso il Sindaco, contrariamente a quanto si vorrebbe far credere ha subito e non ha alimentato nessuno scontro istituzionale. Le responsabilità sono ben chiare e ricadono sulla testa di tutti loro».