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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:51 - Lettori online 1090
CHIARAMONTE GULFI - 12/11/2010
Politica - Chiaramonte: la drastica decisione dopo anni di difficile convivenza

Fiume di polemiche sulla separazione tra le 2 anime del Pd

A fare le valige è stata tutta la componente maggioritaria del coordinamento cittadino (10 su 12), con in testa il segretario, Vito Fornaro

Com’era nell’aria le polemiche sollevate dal gruppo dirigente del coordinamento del Pd che ha lasciato il partito non potevano che alimentarne altre. A non restare con le mani in mano quegli esponenti della minoranza interna che hanno subito un duro attacco dall’ex segretario, Vito Fornaro e dagli altri nove dimissionari. Le parole sono di fuoco e non si perdona a questi ex pidiessini di aver esercitato il loro diritto di voto in seno alla Direzione provinciale per poi, all’indomani, sbattere la porta.

«Partecipare alla votazione per l´elezione della Direzione provinciale del partito quando già si era deciso di non far più parte dello stesso, hanno scritto i componenti della minoranza (Vito Marletta

Antonella Occhipinti, entrambi assessori comunali, Sebastiano Gueli, consigliere comunale, Sergio Failla componente del coordinamento cittadino, Vito D´amanti della direzione provinciale, ed Elisa Marletta, componente dell’assemblea provinciale) va considerata come un´operazione di banditismo politico offensiva nei riguardi di chi a questo partito crede e aderisce. Il risultato è stato quello di falsare i risultati della votazione consegnando una composizione della Direzione provinciale non veritiera delle reali forze in campo». Dello stesso avviso, seppur con parole meno forti, anche il segretario provinciale del PD, Salvo Zago, che parla di «comportamento così poco rispettoso per le persone e gli organismi del Partito Democratico».

Al punto in cui si è questo gruppo di dirigenti del Pd non ha lesinato un altro attacco all’on Sebastiano Gurrieri a cui fa riferimento tutto il gruppo dei dimissionari, per quanto riguarda la questione degli accordi con la destra da parte degli assessori Marletta ed Occhipinti. Tale accusa, per tutto il gruppo che è rimasto nel partito, è anch´essa «falsa e pretestuosa, visto che il Sindaco Nicastro non aderisce ad alcun partito e mai la coalizione si è espressa in termini d’appartenenze partitiche. Cosa ben diversa in casa dell’on. Gurrieri se si guarda a quale era la composizione della coalizione che lo sosteneva nella sua candidatura a sindaco nel 2007.

Questa difatti, si legge testualmente, prevedeva come vice sindaco un esponente dell´Udc, come eventuale assessore alle Politiche Giovanili il referente locale di Azione Giovani (l´organizzazione giovanile di Alleanza Nazionale) e, dulcis in fundo, come presidente del Consiglio comunale un soggetto che solo qualche mese prima delle elezioni aveva tappezzato la città con manifesti in cui rivendicava la sua personale «discendenza» dall´Msi». Un ultimo assalto da questo gruppo alla ex dirigenza del partito a Chiaramonte porta a nudo anche la circostanza, da quanto si legge, che il segretario Vito Fornaro, «in palese violazione delle norme statutarie del partito non ha mai garantito il confronto interno omettendo di convocare sia il coordinamento cittadino sia l´assemblea nei due anni in cui è stato segretario.

Arrivando anche all´assurdo di impedire alla minoranza il libero accesso alla sede del partito, ritenuta, evidentemente, come una proprietà privata ad uso e consumo del suo padrone e non a disposizione dei cittadini». Alla fine un invito: «amici, tornate con serenità a riflettere su questa scelta, per costruire un grande PD a Chiaramonte, finalmente senza più padroni ma con l´indispensabile apporto di tutti coloro che hanno idee e buona volontà».

LA SEPARAZIONE DEFINITIVA DELLE 2 ANIME DEL PD
Dopo anni di difficile convivenza tra le due anime del Pd cittadino, una, maggioritaria, che svolge il ruolo d’opposizione nei confronti del Sindaco, Giuseppe Nicastro, il cui riferimento è l’on Sebastiano Gurrieri, e l’altra che si ritrova in Giunta comunale, è giunto il momento della separazione definitiva.

A fare le valige è stata tutta la componente maggioritaria del coordinamento cittadino (10 su 12), con in testa il segretario, Vito Fornaro. Una scelta che era nell’aria, dopo le dimissioni e l’uscita dal partito del loro leader, l’on. Gurrieri, per l’appunto, e che non ha sorpreso più di tanto. Nel comunicato con il quale Vito Fornaro, Luciana Fatuzzo, Salvatore Molè, Carmela Iacono, Paolo Lauria, Maria Cugnata, Cristina Terlato, Claudia Azzara, Giulio Stracquadaini, Giovanni Morreale e Carmelo Ragusa (questi ultimi due consiglieri comunali), hanno annunciato le loro dimissioni dal Pd non si risparmiano pesanti accuse alla segretaria provinciale che ha, nei fatti, tollerato «l’assurda anomalia della contraddittoria ed imbarazzante partecipazione, si legge testualmente, di esponenti della minoranza interna con due assessori nella Giunta di centrodestra del Sindaco Nicastro, malgrado la scelta di netta opposizione della stragrande maggioranza degli iscritti e dello stesso coordinamento di circolo».

Ma non finisce quà. Sotto accusa ancora il Pd, alla luce del paradossale epilogo circa l’elezione dei componenti della Direzione Provinciale di lunedì 8 Novembre, dove, dopo 6 mesi di rinvii, la tanto invocata unitarietà delle tre mozioni per l’elezione del Segretario Provinciale che doveva condurre ad una sola lista unitaria, ha portato invece a 6 liste distinte, amplificando ed istituzionalizzando di fatto divisioni e contraddizioni». Quindi, una volta centrato il «casus belli» ecco annunciata la volontà della quasi totalità del coordinamento di lasciare, mettendo il partito, almeno a Chiaramonte Gulfi, in ginocchio. Per chi resta, dopo un probabile periodo di gestione commissariale, si porrà la necessità di riorganizzarlo. Mentre chi ne è uscito dovrà trovare una nuova collocazione. Ma il tutto è in stretta correlazione con quello che farà l’on Gurrieri.