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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1224
VITTORIA - 30/07/2009
Editoriale - Editoriale: l’ultima seduta consiliare ha toccato il fondo

I «guappetti» della politica che si sfidano all’Ok Corral

L’approvazione di atti di pubblica utilità è solo il pretesto per vomitarsi insulti e sfidarsi a fare a pugni

Un’altra seduta consiliare, l’ultima prima delle ferie, andata a vuoto. Si doveva approvare l’istituzione della Commissione d’inchiesta (parole grosse) sulla fiera Emaia, invece l’assise è finita in rissa verbale e la seduta sciolta per mancanza del numero legale. Come sempre più spesso avviene al Consiglio comunale di Vittoria. E raramente anche in altri Consigli comunali della provincia.

Urla, grida, minacce, sguardi inferociti, indici puntati sulle pupille degli occhi, inviti a uscire fuori che «te la faccio vedere io…». A questo è ridotta l’attività politica del Consiglio comunale di Vittoria. Uno spettacolo pagato dall’amministrazione comunale (dai cittadini) che entra nelle case della gente grazie alle riprese televisive di «E20 Sicilia».

Una pièce da sceneggiata «merolianapoletana» che fa venire il voltastomaco a chi s’attarda a cambiare canale. Ma gli attori son contenti, perché il giorno dopo gli amici li fermano per strada e li lusingano: «Bravo, ieri sera t’ho visto, mi sei piaciuto…»

Questo hanno denunciato, l’altra sera, i consiglieri comunali di sinistra e di destra, due per tutti, Peppe Cannella e Nello Dieli. Una denuncia bipartisan per definire il capannone consiliare un «ring» dove una giuria e un arbitro assegnano il verdetto.

I protagonisti sono gli stessi che osservano la tradizione dei percorsi della legalità, che mandano tutti gli atti alla Procura della Repubblica, che invocano la trasparenza, che chiedono udienza al prefetto per denunciare comportamenti illegali. Dell’altro! Questo è l’esempio che danno ai giovani a cui si chiede di avvicinarsi all’attività politica e alle istituzioni.

Sarebbe il caso che una volta tanto il prefetto, anziché essere interpellato, sulla base delle sue prerogative istituzionali ammonisse sua sponte i rappresentanti del popolo, invitandoli ad assumere un contegno più disciplinato e di buon esempio nella gestione della cosa pubblica. Un esempio soprattutto ai giovani, che dagli anziani attingono solo i comportamenti più vergognosi.