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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 1044
SCICLI - 30/04/2015
Editoriale - La strada appare tutta in salita

Non prima della primavera 2017 Scicli andrà al voto

Risanare la ferita sarà l’azione più difficile che attende tutta la città Foto Corrierediragusa.it

A Scicli si voterà nella primavera del 2017, ovvero a scadenza naturale di legislatura. Intanto la politica va a casa dopo lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose deciso dal consiglio dei ministri con il placet del governatore della Sicilia Rosario Crocetta. La relazione dei tre commissari prefettizi che hanno studiato le carte a palazzo di città per oltre tre mesi parla chiaro in alcuni passaggi dove si legge che "una parte della macchina amministrativa del comune risponde a infiltrazioni mafiose, altre anomalie sono state riscontrate nella gestione dei rifiuti con proroghe senza gare e con elementi mafiosi che hanno imposto assunzioni e lavori". Un accusa grave, anche infamante, di cui il sindaco uscente e dimissionario Franco Susino dovrà anche rispondere in sede penale ma della quale, alla luce dello scioglimento del consiglio comunale, saranno chiamati a rispondere i consiglieri che per cinque anni si sono alternati in vari posti di comando. Per loro incombe anche la possibilità della non ricandidatura alle prossime elezioni se saranno accertate collusioni e relazioni pericolose con un certo sottobosco che da anni mantiene i contatti con il comune per lucrare su appalti e prebende varie.

Consiglieri, amministratori e sindaco hanno tuttavia una responsabilità più alta e nobile perchè dovranno rendere conto dei loro comportamenti alla città, ai loro singoli elettori, sia sul piano personale sia sul piano delle responsabilità amministrative che, avendo assunto consapevolmente o meno nei casi citati dai commissari in modo poco trasparente, hanno portato dritto allo scioglimento del consiglio comunale. Un vulnus profondo, che intacca l´immagine di una città che si è rilanciata in questi anni sul piano turistico e artistico che vanta intellettuali e movimenti di raffinata eccellenza ma non è riuscita a salvarsi innanzitutto da una classe politica che ha fallito ad ogni livello.

Risanare la ferita sarà l´azione più difficile che attende tutta la città, quella parte sana, attiva, motivata, che nulla ha a che spartire con il passato e con i fatti più recenti. Lo scioglimento del consiglio comunale sia dunque occasione non per piagnistei e sensi di frustrazione ma opportunità per ripartire con una classe politica rinnovata, che tagli i ponti con il passato, che alimenti il senso democratico grazie anche al lavoro che i tre commissari prefettizi dovranno necessariamente fare, perchè loro compito istituzionale, di dissodare il terreno, di fare pulizia, di tagliare rami secchi dentro e fuori il comune, ove necessario e riconsegnare tra almeno 18 mesi un comune che finalmente sia una casa di vetro e non quel palazzo avvolto da brume e olezzi.

Nella foto la stanza del sindaco in municipio