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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 938
SCICLI - 21/11/2013
Editoriale - Chi pagherà per i danni d’immagine subiti dal territorio?

"Baia Samuele" e "Marsa Siclà", quando le risposte?

Tanti i quesiti che caratterizzano la vicenda, ma due emergono su tutti Foto Corrierediragusa.it

La fredda cronaca recita che la Cassazione ha riconosciute fondate le ragioni del complesso turistico "Baia Samuele", confermando il dissequestro della struttura, come peraltro già disposto dal Tribunale del Riesame. Fin qui ciò che è accaduto all´interno delle aule di tribunale, cioè alla presenza e sotto il giudizio di un giudice terzo, dopo il sequestro scaturito da un´indagine voluta dall’allora Procura di Modica a seguito del presunto inquinamento del tratto di mare lungo il litorale sciclitano e modicano. Stavolta, però, non ci si può fermare solo all´arida cronaca senza accompagnarla con alcune considerazioni legate alla chiusura, per oltre 9 mesi, del villaggio turistico in questione, e di quello vicino di "Marsa Siclà", che ha comportato la perdita di centinaia di posti di lavoro, e di almeno altrettanti legati all´indotto, al danno d´immagine, irreparabile, subito dalla struttura e, perché no, anche dall´intera offerta turistica della parte orientale della provincia, ed in particolare della zona costiera che insiste tra Modica e Scicli, resa famosa dalla fiction di Montalbano. Una chiusura che, stando all´esito del giudizio dei tribunali di ogni ordine e grado coinvolti nella vicenda, non solo era inopportuna, ma anche illegittima e non suffragata da alcun supporto tecnico-giuridico.

Tanti i quesiti che caratterizzano la vicenda, ma due emergono su tutti. Il primo riguarda la politica. Non quella nazionale o regionale, ma quella locale. Come mai nessun parlamentare ha inteso difendere le ragioni dei lavoratori ed anche quelli di un´azienda che in questa occasione non rappresentava solo se stessa, ma una parte importante del fenomeno turistico territoriale? Incapacità, disattenzione o piuttosto la certificazione di una sorta di sudditanza, oramai conclamata, della politica alla magistratura? Perché questo timore ad intervenire, anche in presenza di atti concreti, quali i ripetuti accoglimenti da parte della giustizia giudicante delle ragioni di "Baia Samuele", sulla vicenda, anche stigmatizzando l´enorme danno d´immagine che questo territorio, ed il suo turismo, stavano subendo? Perché questa «timidezza» nel chiedere conto e ragione delle scelte, anche da parte della magistratura, quando le stesse impattano in maniera così drammatica con gli interessi oggettivi dei territori rappresentati?

Tutte domande forse destinate a restare senza risposta. O meglio, tutte domande la cui risposta potrebbe anche essere ipotizzata, ma che nessuno avrà forse mai il coraggio di «ufficializzare». Come del resto nessuno probabilmente potrà (o vorrà) rispondere al secondo quesito che la vicenda impone di porre all´opinione pubblica: chi pagherà per tutto questo? Ci pagherà i danni morali subiti, a questo punto immotivatamente, almeno secondo le sentenze, da parte del territorio, del suo patrimonio turistico, degli operatori coinvolti, ma anche di quelli che, di riflesso, hanno subito le conseguenze di una stagione stroncata sul nascere? E´ logico che in una democrazia avanzata, dove si reclama giustizia e dove, si è sempre pronti a puntare il dito, si accetti che tutto ciò finisca quasi come in una bolla di sapone, con una scrollata di spalle e senza alcuna determinazione delle responsabilità?

A queste domande ci piacerebbe, e siamo pronti ad ospitarli, che rispondessero i protagonisti: chi ha indagato, chi ha giudicato, chi ha sostenuto le ragioni di una parte, la politica. Ma soprattutto, come rileviamo dai commenti che abbiamo ricevuto dai lettori, a queste domande gradirebbero avere una risposta i cittadini. Nella consapevolezza che alla stampa tocca fare le domande, ad altri fornire le risposte. Altrimenti avremo da una parte la stampa che non svolge appieno il proprio dovere, e dall’altra istituzioni che non si assumeranno mai le responsabilità delle proprie azioni.


considerazioni ulteriori
21/11/2013 | 15.34.51
michele

Caro Diraimondo, sono contento per l´epilogo positivo per i due villaggi.
Allora Le chiedo di interrogarsi e porre la medesima attenzione sulla circostanza che quest´anno a punta regilione, esclusi uno o due casi, non si è più riscontrata la giornaliera marea "nera/marrone".
Qualcuno si fatto scudo,forse, dei due villaggi per sversare impunemente liquami che, ebbene sottolineare, appaiono di notevole quantità?
La prego, se vuole, di attenzionare tale constatazione.