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RAGUSA - 27/12/2009
Editoriale - Ragusa: più serio che faceto, come ricambiare il «Pacco» natalizio della Fiat

La Fiat chiude a Termini? I siciliani non comprino Fiat

Per un "pacco" ricevuto, un "pacco" regalato: embargo popolare contro la chiusura dell’indotto che finora ha dato occupazione a molti lavoratori

Pochi giorni prima di Natale, sulla scia di una tradizione lunga 150 anni, la seconda (la vera) monarchia piemontese, la FIAT, con non indifferente sensibilità natalizia, per mano del suo Amministratore delegato, il rag. dott. Sergio Marchionne, chietino d’origine, ha voluto consegnare un dono ai Siciliani e alla Sicilia, annunciando la chiusura dello stabilimento di Termini Imerese il 31 dicembre 2011, in via definitiva e non più negoziabile. I posti di lavoro che si perderanno, in via diretta, relativamente ai lavoratori dello stabilimento termitano, e dell’indotto, riguardante i lavoratori della miriade di piccole aziende che lavorano per la FIAT di Termini, sono in quantitativi industriali.

Qualcuno potrebbe tentare di ragionare circa l’opportunità di produrre automobili in Sicilia, oppure di sollevare addirittura la vexata quaestio del sogno industriale degli anni Sessanta in Sicilia: bene, non è questa né la sede né il momento. Di tutto ciò potremmo discutere e dibattere fino alla noia. Oggi il Popolo siciliano è chiamato ad un atto d’onore: ha ricevuto il regalo natalizio della FIAT, il «pacco» di Sergio Marchionne, deve ricambiare, non si dica mai che i Siciliani non ricambino a dei chietini e a dei piemontesi un regalo ricevuto! Mai e poi mai!

Ora, nell’approssimarsi del Capodanno corre l’obbligo ai Siciliani mantenere alta la tradizione della nostra Isola in fatto di relazioni pubbliche e private. Ai più giovani voglio ricordare che in Sicilia chi riceve un regalo, si perita di studiare attentamente il calendario per avere modo di ricambiare, per l’occasione che tal calendario gli offre, così ci si sdebita con garbo, da gentiluomini, nella più assoluta normalità dello scorrere della vita sociale.

Il rovello di scegliere il regalo adeguato, appropriato a quello ricevuto non mi ha lasciato un momento. Sì, perché occorreva ed occorre ricambiare con un regalo di pari o maggior valore, ma senza che i Siciliani possano apparire spocchiosi e meno che mai che dal loro comportamento possa trasparire anche un solo velo di iattanza.

Alla fine, credo di essere pervenuto ad una sintesi, che ritengo possa soddisfare tutti. E’ noto a tutti, infatti, che in definitiva chi riceve un regalo prova piacere proprio perché si vede oggetto d’attenzione da parte di chi lo fa, il regalo, a prescindere dal valore intrinseco (oddio, se di gran valore è anche meglio!); chi lo fa, il regalo, raggiunge il massimo godimento proprio nell’atto di donare, a prescindere dalla somma che ha speso per acquistarlo (oddio, se spende poco è anche meglio).

Nello specifico del regalo che il Popolo siciliano deve ricambiare a FIAT e a Marchionne non si può e, io dico non si deve, lesinare sul prezzo, il dono deve essere adeguato al «pacco» ricevuto. Ed allora, ecco la proposta, che va vagliata subito, capodanno è fra quattro giorni ed occorre apprestare una confezione regalo con i fiocchi, scrivere il pensierino di rito e poi consegnarlo, il tempo è appena sufficiente. Il biglietto d’accompagnamento del regalo l’avrei pensato di questo tenore:

All’amministratore delegato di FIAT, Torino:
«Il Popolo siciliano, grato per il «pacco» natalizio ricevuto, in ricordo della massa di miliardi percepiti da FIAT da parte dello Stato e della Regione siciliana in termini di contributi a fondo perduto e di finanziamenti a tasso agevolato, nonché di commesse pubbliche, oltre che di incentivi fiscali e di ecoincentivi, considerato che a niente sono servite le socializzazioni delle perdite del gruppo FIAT degli ultimi cinquant’anni, visto che tutto ciò non è bastato e non è sufficiente per mantenere aperto lo stabilimento di Termini Imerese, mantenendo i posti di lavoro, valutato che sarebbe quantomeno scortese insistere, che sarebbe assolutamente volgare pensare di offrire più contributi e più incentivi, consapevole del ruolo mondiale a cui è chiamata la FIAT, non intendendo far perdere tempo prezioso ai dsuoi dirigenti e soprattutto al suo amministratore delegato, ha deciso di ricambiare al «dono natalizio» ricevuto, annunciando che a partire dal 1° gennaio 2010 nessun privato siciliano acquisterà automobili, camion, trattori, locomotive, mezzi industriali la cui produzione in tutto o in parte sia riconducibile al gruppo FIAT (per esempio, non necessariamente ci si riferisce ad un prodotto a marchio FIAT, basta che un singolo bullone o una sola vite siano stati forniti da FIAT perché abbia luogo l’embargo popolare).

«E ancora: il Popolo siciliano non acquisterà e non si servirà di prodotti comunque riconducibili al gruppo FIAT (per esempio, nel campo dell’editoria, non saranno acquistati la Stampa e il Corriere della Sera e tutti i prodotti del gruppo RCS; relativamente a banche e finanza, beh, i Siciliani dismetteranno eventuali titoli azionari e/o partecipazione a fondi che comunque possano identificarsi col gruppo torinese, ritireranno i loro risparmi e chiuderanno i loro rapporti con quegli istituti bancari che abbiano Fiat fra gli azionisti; nel campo assicurativo, i Siciliani chiuderanno ogni e qualsiasi rapporto, alla scadenza, ove non possibile prima, con i gruppi assicurativi – Toro, Generali, etc. – che hanno Fiat nel loro azionariato, etc.).

«Entro pochi giorni saranno pubblicati tutti i prodotti che hanno una presenza azionaria del gruppo FIAT affinché ogni buon Siciliano possa prenderne atto e, di conseguenza, possa comportarsi, onde evitare a tale gruppo il fastidio di occuparsi e preoccuparsi della Sicilia e dei Siciliani. E’chiaro che il rag. dott. Marchionne vorrà avere l’amabilità, a partire dal 1° gennaio 2012, di portarsi ogni singolo pezzo dello stabilimento, di bonificare il sito secondo le normative ambientali, di rifondere i danni ambientali, sociali e, soprattutto, culturali che un Gran Giurì internazionale dovesse accertare.

«Non so cosa farà la Regione siciliana, non ho la palla di vetro, ma se al Governo della Regione c’è un Autonomista come Raffaele Lombardo ci sono fondate speranze, a 150 anni di distanza, che si possa riscrivere una pagina di storia circa l’Unità d’Italia (che è un valore incontrovertibile ed irrinunciabile) e la cultura cavouriana e savoiarda che la realizzò attraverso i plebisciti, atto di prevaricazione di una politica di conquista miope e colonialista. Quella miopia politica e quell’atteggiamento colonialista sono tutti contenuti nel «pacco» natalizio del gruppo FIAT, del Marchionne di turno, fatto ai Lavoratori e dell’indotto, comunque afferenti allo stabilimento di Termini Imprese».