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Domenica 1 Agosto 2010 - Aggiornato alle 16:08 - Utenti collegati 95
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Editoriale
RAGUSA - 01/07/2009
Ragusa: "lezione" di buon giornalismo, ma anacronistica

Gic: toglietegli tutto, ma non i suoi "padroncini"

Corriere di Ragusa.it informa e commenta, senza essere fazioso

Si decida Gic: vuole informare i lettori del suo quotidiano online con imparzialità, o preferisce coccolarsi i suoi «padroncini»? Corriere di Ragusa.it ha operato la sua scelta fin dall’inizio, in maniera chiara, mai ambigua. Prima informa e poi commenta. E Gic questo lo sa, altrimenti non sarebbe andato a cercare altre «sponde» per perseguire i suoi progetti che, evidentemente, poco hanno a che spartire con l’informazione indipendente. Un giochetto maldestro che hanno capito anche i lettori.

La notizia dell’avviso di garanzia a Nino Minardo nell´ambito dell´inchiesta messinese sul Consorzio siciliano autostrade, che abbiamo dato tra i primi dopo «Gazzetta del Sud», è stata da noi lanciata con un dichiarato «copia e incolla» dal quotidiano messinese, con tanto di citazione della fonte. Dopo appena un´ora abbiamo sostituito l´articolo con quello scritto dal nostro Duccio Gennaro. Cosa c´è di male? C’è chi invece il «copia e incolla» lo usa tutti i giorni senza pudore e senza citare la fonte. Questo sì che è un male. Gic tenga allora per sé le sue tanto indirette quanto discutibili lezioni sul giornalismo, faccia un bagno d’umiltà, anche se a tarda età, e la smetta di predicare bene e razzolare male, perché il suo trucco l’hanno capito tutti.

Riguardo all’on Nino Minardo, nessuno ha emesso condanna per un avviso di garanzia non ancora notificato al destinatario, come da egli stesso sostenuto. Duccio Gennaro, autore del nostro articolo, correttamente ha sentito il parlamentare modicano e riportato le sue dichiarazioni. Nessuna gogna mediatica o smania di condanna. Non spetta di certo a noi giudicare.

Attendiamo con fiducia l’esito dell’indagine e poi daremo la notizia, cercando di battere sul tempo anche la concorrenza più «agguerrita», come la regola del buon cronista esige. Il resto lo lasciamo a chi fa vuol fare giornalismo come meglio crede, anche solo per portare acqua al proprio mulino. Senza acrimonia, né pseudonimi o acronimi di sorta.




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