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Giovedì 17 Gennaio 2019 - Aggiornato alle 23:10
RAGUSA - 20/05/2018
Editoriale - La frontiera per l’avvio di una ripresa economico-sociale

Gli attori del territorio e la sua offerta: analisi della situazione

La valorizzazione territoriale è il principale obiettivo Foto Corrierediragusa.it

Strutture logistiche, adeguate viabilità (stradali e informatiche), rete di pensiero sulle potenzialità del territorio e individuazione di risorse utili ad attrarre nuove attività imprenditoriali, 4 punti che costituiscono la frontiera per l’avvio di una ripresa economico-sociale nel luogo geograficamente considerato. Intorno a questi temi sono stati sviluppati di recente una serie di convegni, la cui conclusione dei lavori ha individuato nella valorizzazione territoriale la sintesi perimetrale entro cui ascrivere l’impegno degli attori che caratterizza l’identità dei luoghi. Gli spunti di riflessione proposti dai relatori nell’interessante (e attualissimo) profilo sociale ed economico-produttivo, convergono e orientano sulla necessità di creare un incubatore socio-economico per realizzare una rete di pensiero tra Ente Locale, cittadino e impresa, espressione e sintesi della concertazione tra settore pubblico e privato.

E’ opportuno prendere coscienza che la globalizzazione impone continuamente delle scelte di chiara impronta strategica. La realizzazione di un incubatore socio-economico, composto di attori con «competenze e saperi trasversali», costituisce una risorsa positiva utile in quelle realtà territoriali chiamate a riflettere sulla propria identità e potenzialità, sulle ragioni del cambiamento per mantenere o incrementare il livello di benessere diffuso. L’identificazione e la valorizzazione del territorio, quindi, orienta verso la necessità di reimpostare un logico tessuto relazionale tra gli attori principali, coesione riscontrabile in tutti quei soggetti che vivono il territorio o che in qualche misura risultino ad esso legati. In questa ricerca di visione complessa, la valorizzazione territoriale pone attenzione anche a tutte quelle agenzie del sapere, cioè a quei soggetti che rispondono alla qualificazione di animatori dello sviluppo in termini di impegno economico, di crescita sociale e culturale: imprese, scuola, associazionsmo, pro-loco, organismi del mondo religioso, banche.

Con particolare riguardo per gli Enti locali e gli Enti sovra-territoriali, si avverte la necessità di procedere a programmare la strategia della ripresa socio-economica dei territori all’interno di una visione di economia dell’insieme che punti a creare relazioni di contenuto economico e di pensiero, di stimoli per la formazione di aggregati e logiche di gruppo. L’economia produttiva del sud est siciliano vive oggi gli effetti carenti e disarmonici della propria territorialità, collocata com’è in una dimensione senza spazio e senza tempo, protesa con la propria produzione a favorire sempre più all’arricchimento dei gruppi che governano i mercati di sbocco, con evidenti limitate ricadute di benessere sul territorio produttivo.

Le ragioni, ataviche e di costante riproposizione, sono di nostra conoscenza: esse vanno dall’arretratezza strutturale al consolidarsi dell’individualismo. Pertanto, la valorizzazione culturale ed economico-produttiva di quanto costituisce l’anima e la radice del territorio, il local, andrà attenzionata attraverso una progettualità strategica e operativa che pone il territorio in concorrenza e non in conflitto con sé stesso e territori vicinori. La valorizzazione territoriale espressa in termini di rete di pensiero diviene, quindi, la chiave di lettura propositiva per la crescita dell’ambiente locale complessivamente considerato, muovendosi all’interno di obiettivi e analisi competitivi. Anche il disporre di spazi urbani idonei a facilitare l’aggregazione costituisce il valore aggiunto per avviare la costruzione di sinergie che si traducono in laboratori di creatività e luoghi di contaminazione culturale.

Il punto focale nello sviluppo territoriale sposa, quindi, livelli di amministrazione, indicatori economici, agenzie del sapere, cultura e identità del territorio. La provincia iblea, che vive oggi il fermento del rinnovo delle cariche politico-amministrative anche nel suo capoluogo, viene considerata meta che promana potenzialità grazie al suo patrimonio culturale, paesaggistico, enogastronomico e produzione agricola, non sempre valorizzati in modo efficace. Qualsiasi successo è frutto di effettiva sinergia e collaborazione fra tutti gli attori pubblici e privati presenti sul territorio. Si avverte la necessità che tutti comprendano l’importanza di promuovere la circolazione dei saperi, di fare squadra, di operare in maniera sinergica in un mondo oggi sempre più vocato all’internalizzazione dei fattori produttivi e commerciali. Alimentare l’affermazione dell’insieme organizzato aiuta a frappore ostacoli intelligenti alle sfide cui è chiamata a dare risposte la società attuale.

* Presidente Doses - Distretto Orticolo Sud Est Sicilia