Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Martedì 18 Dicembre 2018 - Aggiornato alle 11:21
RAGUSA - 15/02/2018
Editoriale - I tre lotti della Siracusa Gela, il raddoppio della Ragusa Catania e l’aeroporto di Comiso

La "Maledizione del Sud est" sulle maggiori opere

Servono segnali concreti e non le solite promesse fatte solo a parole Foto Corrierediragusa.it

La "Maledizione del Sud est": per le maggiori opere infrastrutturali che servono il territorio ibleo è un destino comune pieno di incertezze. Da un lato i tre lotti della Siracusa Gela, di fatto bloccati, e dall’altro i tanti dubbi sulla realizzazione del raddoppio della Ragusa-Catania, che dovrebbe collegare i due capoluoghi. Per non parlare delle nubi nere che si addensano sul cielo dell’aeroporto di Comiso, la cui gestione va avanti a forza di contributi pubblici ed il cui futuro resta incerto. I territorio ibleo non riesce a fare il salto di qualità ad onta della sua vivacità imprenditoriale, delle sue grandi risorse ambientali e paesaggistiche, delle sue potenzialità turistiche. Tutti elementi che resteranno soffocati e non pienamente espressi se non si raccolgono le sfide poste da queste tre grandi questioni che nelle ultime settimane sono tornate alla ribalta quando tutto sembrava marciare nella direzione giusta.

La Ragusa-Catania rischia parecchio, e sul progetto si sono mossi tutti i parlamentari, con esiti ancora tutti da definire. Complicata anche la vicenda dei lotti 6,7 e 8 della Siracusa Gela. Il Consorzio Condotte Acque di Roma, impresa mandataria dei lavori, ha fatto un passo indietro presentando istanza di concordato preventivo al tribunale di Roma. L’unica buona novità in questa situazione di piena precarietà è che Cosedil si è dichiarata pronta ad accollarsi tutto l’appalto, rilevando tutta la quota.

Il subentro di Cosedil non è tuttavia semplice dal punto di vista formale e potrebbe allungare i tempi nel mentre le ditte appaltatrici locali soffrono e chiedono il pagamento di forniture e lavori già effettuati. La politica, al di là di elezioni e convenienze partitiche, dovrebbe dare un segnale forte e muoversi con tutto il suo peso presso i ministeri romani per scongiurare il blocco dei lavori e l’allungamento della lista delle incompiute ma, da quanto appare, le incombenze della campagna elettorale sono ben altre.