Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Giovedì 23 Novembre 2017 - Aggiornato alle 20:23 - Lettori online 448
RAGUSA - 11/06/2017
Editoriale - La persona del nostro tempo si trova di fronte a problemi nuovi

La società che cambia e la politica arranca

I problemi della gente riguardano soprattutto la casa, la scuola, il lavoro, la salute, la sicurezza Foto Corrierediragusa.it

Nella storia dell’umanità non vi è stato mai un momento in cui tante persone si trovano esposte a sconvolgimenti così forti e così rapidi. La persona del nostro tempo si trova di fronte a problemi e nuove quotidiane difficoltà originate dai mutamenti sociali ed economici, che richiedono il cambiamento nelle Istituzioni e nelle strutture dei sistemi politici, sociali e amministrativi. Quando si parla di mutamenti si fa riferimento a un insieme di cambiamenti che annettono tutte le sfere del tessuto sociale: dalla politica alla famiglia, dalla scuola all’associazionismo, dal lavoro all’interdipendenza globale, tutte concause ed espressioni stesse della necessità dei mutamenti. In una società fortemente competitiva come la nostra, il numero di coloro che si sentono spinti sempre più ai margini del cambiamento è in continua crescita. Siffatta ragione è da ricercarsi nella mancanza di una chiara e lungimirante visione politica, essa sempre più miope e orfana di prospettive, incapace di «ascoltare e leggere » i bisogni primari della gente comune, dei giovani in particolare. I problemi della gente riguardano soprattutto la casa, la scuola, il lavoro, la salute, la sicurezza, ma sempre più spesso i politici agiscono lontani dalla lettura dei bisogni del singolo e della collettività, non riuscendo a tradurre in fatti concreti l’enorme proliferare di leggi, spesso contraddittorie e inique.

In questo clima di crescente radicalizzazione e intolleranza si vanificano gli sforzi tra cittadini e Istituzioni, condizione che alimenta la strumentalizzazione del disagio, non riuscendo ad alimentare e sostenere una chiara dimensione del presente e del futuro. I disagi che le persone oggi subiscono sono di due tipi: uno soggettivo, legato a un cittadino che, invece di partecipare e interessarsi, mostra disaffezione, indifferenza e accettazione passiva di quanto gli succede intorno; l’altro oggettivo, poiché legato all’inadeguatezza della classe politica di percepire e tradurre in elementi strutturali i processi di cambiamento in atto. Purtroppo, sempre più spesso si corre in giro a gridare «aiuto, è arrivato il futuro» , piuttosto che «coltiviamo il futuro».

La nostra Sicilia, e in particolare il territorio ragusano, per rimanere nei problemi di casa nostra, gode di un vantaggio competitivo naturale, che non si riesce a tradurre in opportunità strutturali per i giovani e le persone, ciò per mancanza di una visone aggregativa che fa dell’associazionismo una leva principale per produrre benessere distribuito sul territorio. L’agricoltura, il turismo, la valorizzazione culturale del territorio sono ambiti intorno ai quali raccogliere le migliori energie per provare a fare futuro. E’ necessario alimentare politiche aggregative con altri comuni viciniori: superare le barriere geografiche dei confini di ogni zona, vincere i limiti del localismo, costituire una piattaforma culturale idonea ad abbracciare i mutamenti di pensiero che supportano i processi di cambiamento. L’abbandono da parte della politica locale delle asfittiche logiche dei propri confini amministrativi, meglio orienta il passaggio a uno stadio che impone una dimensione ampia, aterritoriale.

La constatazione muove dall’evidenza che se i problemi in un dato territorio sono comuni a tutte le amministrazioni che vi insistono, solo attraverso l’aggregazione e la voglia di stare insieme è possibile opporre una risposta adeguata al superamento delle singole criticità. L’associazionismo, quindi, non solo in un’ottica privatistica-imprenditoriale, bensì aggregazione inter-istituzionale in grado di valorizzare le specificità delle realtà locali che caratterizzano i territori della zona ragusana.

E’ nel privilegio realizzativo della ricerca di un interesse comune che andranno cercate le risposte positive alle crisi che dobbiamo superare. Mentre tali esigenze sono fortemente avvertite dal cittadino (oggi non più solamente soggetto civico, ma cliente-residente in una comunità amministrativa), la politica locale appare chiusa nel proprio perimetro territoriale, intenta a perdersi fra lacci e lacciuoli, dazi e tariffe, niente affatto coinvolta dalle dinamiche storico-sociali che attraversano le quotidiane realtà. Questo è quanto viene percepito dal cittadino, che costretto dalle circostanze patite, va via in altri luoghi alla ricerca di opportunità o del tempo perduto.

* Collaboratore esterno Commissione Parlamentare Antimafia, già Ufficiale GdF