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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:06 - Lettori online 993
RAGUSA - 03/01/2014
Editoriale - Analisi dell’anno appena cominciato nel territorio ibleo

Provincia 2014: classe dirigente cercasi

Nei prossimi 365 giorni ci sarà da lavorare, e pure tanto, per chi detiene le «leve del potere» Foto Corrierediragusa.it

Archiviati i festeggiamenti per l´arrivo del nuovo anno, ed i relativi bilanci per quello che ci siamo lasciati irrimediabilmente alle spalle, e con essi anche i buoni propositi natalizi, è tempo di immaginare che 2014 sarà per la provincia di Ragusa. Un anno che si preannuncia ricco di appuntamenti e scadenze, alcune delle quali cruciali per il futuro del territorio ibleo. Partiamo dalla politica, dove sarà fondamentale capire cosa accadrà alla Provincia, che nel frattempo ha un nuovo commissario: sarà abolita definitivamente? passeremo sotto il controllo definitivo di Catania e della sua area metropolitana o saremo in grado di articolare un consorzio di comuni che mantenga la nostra identità? A questa domanda dovranno rispondere innanzitutto i parlamentari regionali iblei, atteso che la partita sulle province si gioca tutta a Palermo, laddove chi conterà davvero sarà in grado di disegnare lo scenario migliore per la propria provincia di riferimento. Un presupposto che certo non ci fa stare tranquilli, atteso che, almeno fino ad oggi, la presenza dei 5 parlamentari ragusani all´Ars è stata incolore, nonostante ben 3 facessero parte della maggioranza. In una provincia che ha fatto del commmissariamento quasi uno stile di vita (sono commissariati provincia, Asp, Camera di Commercio e Istituto Autonomo Case Popolari, solo per citare i principali), senza che nessuno abbia sentito il bisogno di ribellarsi a questa sorta di «neo colonizzazione», anche provare ad intuire gli assetti istituzionali futuri può risultare un´impresa disperata,complicata dall´assenza evidente di leader politici che sappiano dettare il cammino, e, soprattutto, anche solo immaginare un progetto di sviluppo serio e concreto per quella che fu l´isola felice della Sicilia. La previsione più probabile è che continueremo a trascinarci di commissariamento in commissariamento, almeno fino alle prossime Europee, che in primavera potrebbero dirci qualcosa di più sia sugli assetti politici nazionali che sui rapporti di forza locali.

Per i 12 comuni iblei sarà tempo di fare il "conto con i conti". Non un semplice gioco di parole, ma riflettori puntati sulla vera grande emergenza per gli enti locali della provincia, la metà dei quali sono da tempo sull´orlo del dissesto. Il 2014 potrebbe essere l´anno decisivo non solo per invertire la tendenza, ma anche per scoprire i presunti «bluff» di quanti, sindaci ed amministrazioni, hanno spacciato le risorse del decreto "pagadebiti" per nuove risorse. Per loro Gennaio, con il suo carico di scadenze tecniche ed amministrative, sarà già la cartina di tornasole per immaginare il prossimo futuro delle comunità che amministrano. Per il territorio ibleo è anche tempo di speranze in tema di infrastrutture, con la concreta possibilità che il 2014 porti in «regalo» la cancellazione della statistica più odiosa e discriminante che riguarda la provincia di Ragusa, ovvero quella di essere l´unica provincia in Italia senza un solo chilometro di autostrada. Un primato poco invidiabile che potrebbe essere superato se solo all´appalto del tratto Rosolini- Modica seguisse una realizzazione rapida dell’infrastruttura, in linea con i tempi europei molto invocati da tutti, ma quasi mai praticati. Stessa attesa per il raddoppio della Ragusa- Catania, la cui realizzazione, ancora lontanissima nel tempo, è diventata oramai una sota di «leggenda metropolitana» o, se vogliamo, di barzelletta che passa di bocca in bocca per dileggiare i tanti politici che hanno cavalcato nel tempo la realizzazione dell’opera senza mai riuscire a dare concretezza ad un progetto che oramai, a distanza di oltre 15 anni dalla sua progettazione, potrebbe essere rottamato dalla costruenda autostrada.

Sarà l´anno decisivo anche per aeroporto e porto in provincia? Per Comiso è tempo di diventare «maggiorenne» e di assumere un ruolo ben preciso nel sistema dei trasporti regionale; magari ampliando la sua vocazione di riferimento per le compagnie low cost oppure puntando sui voli commerciali, in un territorio che di collegamenti veloci con i principali mercati ortoflorovivaistici nazionali ed europei avrebbe immenso bisogno. Il primo, imprescindibile obbiettivo, dovrà essere quello di concludere, finalmente, una partnership organica con una compagnia di rilevanza europea, sfuggendo alla tentazione di procedere a «spizzichi e bocconi», prendendo tutto ciò che gli altri forse non vogliono, e potendo al contrario disegnare strategie commerciali autonome e condivise dal territorio. Anche per i porti di Pozzallo e Marina di Ragusa sarà tempo di decidere cosa fare "da grandi". A Pozzallo i soliti problemi di natura tecnica impediscono sia l´approdo delle navi da crociera, sia uno sfruttamento commerciale completo dell´infrastruttura, mentre a Marina di Ragusa i costi proibitivi di gestione rendono per i diportisti molto più conveniente guardare altrove, magari alla vicina Malta, dove la scenografia non all´altezza del bellissimo impianto ragusano è compensata da costi nettamente inferiori e da servizi all´avanguardia. Anche per i porti il 2014 potrebbe risultare decisivo: o proiettandoli in una scala di riferimento nazionale che li renda effettivamente e pienamente produttivi, con grandi risultati anche per l´indotto, oppure relegandoli a piccole infrastrutture locali dove alla contemplazione della loro bellezza stilistica si accompagnerebbe il fallimento della loro "mission" economica per la quale tante risorse sono state investite negli anni.

Infine il lavoro, per il quale l´anno è cominciato sotto i peggiori auspici, e non poteva essere altrimenti. Bloccata da una crisi strutturale che si trascina da anni è in primis l´agricoltura, con migliaia di licenziamenti stagionali, purtroppo passati sotto traccia, ma dei quali sono stati protagonisti anche aziende storiche dell´area iblea, un tempo motivo di orgoglio e vanto per l´intero comparto, ed oggi in condizioni comatose. Ma anche l´industria segna il passo. Non solo quella «pesante», che è andata scomparendo, ma anche la piccola e media impresa che a Ragusa, anche grazie alle aree attrezzate realizzate nei principali poli territoriali, si era insediata e sviluppata. In crisi poi anche il commercio e l´artigianato, e non fa eccezione nemmeno il turismo, che sembra segnare il passo, ostacolato dalla mancanza di una cabina di regia seria ed efficace e da una politica dei prezzi che subisce la concorrenza non solo del resto della Sicilia, ma anche dei Paesi frontalieri. Anche qui il 2014 dovrà portare maggiore umiltà e la consapevolezza che senza una politica turistica di sistema non basta avere chiese e mare, e neanche un riconoscimento Unesco, come ci insegna la storia recente, per poter generare ricchezza e lavoro. In questo quadro difficile preoccupa non solo la situazione globale di Vittoria, trascinata verso il fondo dalla crisi agricola, ma anche quella di Ragusa e Modica, che, dopo il boom degli anni passati, vivono una difficilissima situazione economica che si avverte con nettezza guardando ai dati di recente diffusi che parlano di un netto arretramento dell´occupazione, dell´aumento della disoccupazione giovanile e persino di quella specializzata. E poi ancora la chiusura di attività storiche, l´avvio di procedure di concordato per grandi marchi di rilevanza nazionale che proprio nel territorio erano nati e si erano sviluppati, e una moria di partite iva.

Insomma un 2014 nel quale ci sarà da lavorare, e pure tanto, per chi detiene le «leve del potere» in provincia. Nella consapevolezza che in politica, come in natura, nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, assumendo però le sembianze di chi il futuro dovrebbe almeno provare ad immaginarlo. E fino ad ora non ci sembra che i risultai siano stati apprezzabili. Chissà che il 2014... ma non si vive di sola speranza.

Nella foto: palazzo di viale del Fante a Ragusa, sede della provincia