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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 638
RAGUSA - 06/08/2013
Editoriale - Il "Modello Ragusa" è oramai soltanto un pallido ricordo

"Cristo" si è fermato a Noto: niente spettacoli negli Iblei

Non c’è neanche una manifestazione che si svolge nel territorio ibleo tra le 37 cofinanziate dalla Regione Siciliana

Sarà uno sfortunato caso o forse solo colpa della estrema perifericità della Provincia di Ragusa, ma il dato eclatante è che non c´è neanche una manifestazione che si svolge nel territorio ibleo tra le 37 cofinanziate dalla Regione Siciliana in questa calda e stanca estate. Neppure una, neppure un misero festival o la celebrazione di uno dei tanti appuntamenti che in passato hanno consacrato il "modello Ragusa", permettendo di attirare, in quello che un tempo fu il cuore pulsante del Sudest, migliaia di turisti.

C´è naturalmente la Sicilia Occidentale, presente con tutti gli appuntamenti che caratterizzano da tempo l´estate, c´è persino la Sicilia centrale, un tempo dimenticata dai percorsi culturali regionali, e ci sono un profluvio di risorse per la vicina provincia di Siracusa, che da Ferla a Marzamemi, fino a Noto, si è ritagliata un´importante fetta di risorse per promuovere il proprio territorio. In provincia di Ragusa nulla: niente nel capoluogo ( che fine hanno fatto le rassegna di Donnafugata?), niente a Modica (Palio, Chocobarocco) e Scicli(Notte bianca, passeggiate barocche), trattate come città qualsiasi; nulla persino nella crocettiana Vittoria. Niente di niente, neppure uno straccio di manifestazione che servisse almeno a salvare la faccia e, perchè no, a mantenere quell´equilibrio territoriale nella distribuzione delle risorse, un tempo baluardo insormontabile di ogni pianificazione.

Ma siamo sicuri che si tratti solo di una distrazione del Governo regionale? Siamo certi che sia stata una volontà punitiva nei confronti del territorio ibleo? Assolutamente no; anche perchè le domande che dovremmo farci, alla luce anche delle tante effervescenze culturali che insistono soprattutto nella parte orientale dell provincia suggeriscono il contrario. Allora le domande che dovremmo porci sono ben altre: quanti comuni della provincia hanno presentato, nelle forme e nei tempi utili, le proprie istanze? Quante volte i nostri deputati regionali hanno sollecitato sindaci ed imprese private affinchè partecipassero al bando? Quanta pubblicità è stata data all´iniziativa da parte di chi rappresenta a Palermo questa provincia?

Forse nelle risposte a queste domande va ricercata la spiegazione vera di quanto accaduto e dell´ennesimo, insopportabile "vulnus" al nostro territorio; una logica senza senso ed una strategia completamente assente di marketing teritoriale che invoca uan sorta di "guerra santa" per rivendicare, giustamente, la pronta apertura del´aeroporto di Comiso o il completamento del sistema intermodale dei trasporti, ma che è incapace di comprendere che aeroporto e strade da sole non servono a nulla se non si danno ai potenziali turisti validi motivi per scegliere le spiagge iblee e le nostre bellezze monumentali rispetto a quelle, certamente più attrzzate, dei nostri dirimpettai, o a quelle meno costose e più efficenti di Spagna, Portogallo e persino della derelitta Grecia.

Il rischio è che si stia facendo strada, a tutti i livelli, regionale e locale, una nuova classe dirigente molto più attenta a garantirsi attenzione sui social network o nei comunicati stampa istituzionali, e molto meno capace di incidere realmente sulle scelte strategiche della Regione e dei suoi assessorati. Un atteggiamento le cui conseguenze potrebbero risultare insopportabili per un territorio che fino ad ieri suppliva con la sua effervescenza ad una perifericità estrema (basti pensare al fatto che Ragusa è l´unica provincia d´italia a non essere attraversata da un solo km di autostrada) e ad una carenza srutturale atavica. Dove sono finiti i deputati regionali pronti ad innescare anche una crisi se, lassù dove si può, ci si dimenticava del territorio? Dove sono finiti i sindaci che tutti ci invidiavano per dinamicità e capacità di intercettare risorse nazionali e regionali?

Sembra quasi che nessuno se ne sia accorto e che, forse, in fondo, a nessuno importi niente. D´altra parte se Cristo si è fermato per decenni ad Eboli, perchè meravigliarci se la Regione, in assenza di interlocutori autorevoli e credibili, ha scelto di fermarsi a Noto.


Grazie ai nostri rappresentanti.
06/08/2013 | 8.45.35
Unadeitanti.

Tutta la nostra gratitudine ai nostri deputati e non solo : al Direttore del Distretto turistico - al Presidente della pro loco - ai vari Commissari di turno ...in compenso però abbiamo salvato il carcere di Modica!