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RAGUSA - 11/06/2013
Editoriale - L’analisi del voto e le prospettive del ballottaggio

La vocazione a perdere dei "sadomaso" della politica ragusana

Cosentini e Piccitto dovranno stringere alleanze obbligatorie per confermare o cambiare le sorti della città
Foto CorrierediRagusa.it

Vocazione a perdere. In entrambe le coalizioni. Per la troppa bramosia di protagonismo. Per la sete di vittoria e per l’avidità di potere, che ai politici non fa mai indigestione fino a quando l’elettorato non assesta il k.o. definitivo e li manda in pensione per sempre. Due anni fa Giovanni Cosentini, Francesco Barone e Franco Antoci erano facce della stessa medaglia: pascevano nella medesima coalizione foraggiati da tutto il Pdl più l’Udc, la vera bandiera della politica italiana che capisce per tempo a quale vento piegarsi. Blindati dai «pezzi da novanta» che rispondevano ai nomi di Peppe Drago, Giovanni Mauro, Nello Dipasquale, Innocenzo Leontini, Franco Antoci, Orazio Ragusa e Nino Minardo.

Cosentini, Antoci (nel 2011 entrambi Udc) e Barone, ex Pdl, si sono presentati da soli. Il primo si deve accontentare del ballottaggio con un grillino dal volto pulito che fino a un mese fa nessuno conosceva e gli altri due devono inchinarsi alla legge dei tempi supplementari se vogliono sperare ancora in un assessorato. Prospettiva accettabile per Barone, reduce dall’amministrazione Dipasquale, ma tutt’altro che esaltante per uno come Franco Antoci che viene da un doppio mandato alla presidenza della Provincia, un mandato in Parlamento e che è già stato sindaco di Ragusa. Alleanze di comodo o cambi di partito oggi sono facili. Un giochetto vincente per Nello Dipasquale che ha demolito prima il Pdl e poi il Pd stringendo alleanze con Crocetta e Lumia. Un giochetto facile per Giuseppe Calabrese, che ha spaccato il Pd, con la sua decisione di mettersi insieme al suo ex nemico giurato Dipasquale.

Anche i movimenti civici praticano benissimo gli esercizi sadomaso. A parte il grillino Federico Piccitto, unica rivelazione di questa prima consultazione, sebben il Movimento abbia perso parecchio rispetto alle politiche, l’avvocato Enrico Platania spieghi a quel 27% che ha votato per il Movimento Città e per Partecipiamo, perché non è stato possibile fare sintesi attorno a un solo candidato, che oggi avrebbe avuto la grande opportunità di andare al ballottaggio e di vincere le elezioni. «Mi sono macerato prima di decidere e mi assumo tutte le responsabilità per non avere trovato l’accordo»- ha ripetuto in tutte le uscite pubbliche il candidato Platania. Eppure Giovanni Iacono, candidato di Partecipiamo, che già aveva subito a malincuore i diktat del Movimento Città nel 2006 e nel 2011 con la candidatura di Sergio Guastella, prevedendo la «grande sconfitta» per entrambi, propose il «testa croce» fra i due, come fanno gli eredi che devono dividersi un oggetto indivisibile. Sorteggio rifiutato, proprio per l’inclinazione al martirio!

Ipotesi finale in vista del ballottaggio del 23 giugno. Ragusa ha dato più voti a Giovanni Cosentini ma ha anche mostrato segnali di nervosismo nei confronti della politica già consolidata e delle strambe alleanze. Le prossime alleanze naturali sarebbero quelle fra Cosentini, Antoci e Barone. Già, Antoci, sostenuto dal Pdl di Mauro domani aggregato a Cosentini-Dipasquale-Lumia-Crocetta.

Dall’altra parte c’è Federico Piccitto. Deve solo mandare al diavolo il verbo sciagurato del «contro tutti» recitato da Beppe Grillo (che comincia a non pagare più) e scegliere le alleanze a lui più naturali. Che non possono essere che quelle di Enrico Platania e Giovanni Iacono. Del resto i programmi elettorali, per come ce li hanno presentati, sembrano essere stati fatti in fotocopia. Se Piccitto, unico candidato grillino che va al ballottaggio in tutta Ialia vuole vincere la partita con la corazzata di Cosentini, non ha altra scelta che allearsi, anche a costo di zittire il Grillo urlante.

Nella foto in alto, i sei candidati al primo confronto elettorale