Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Lunedì 25 Giugno 2018 - Aggiornato alle 19:25
RAGUSA - 21/12/2011
Editoriale - Idee semiserie in un momento drammatico

Patente, libretto e... catene. Che fa, concilia?

Chi ha partorito un’idea tanto bislacca quanto inutile?

Il ventre che partorisce i geni dalle cui menti si sprigionano castronerie è sempre gravido. Ci mancava solo questa: il trasporto obbligatorio delle catene sulla strada (vecchia e nuova) Ragusa –Modica. Tutti quelli che abitano a Ibla o lavorano all’ospedale «Maria Paternò Arezzo» devono dotarsi di catene?

Dicono che i carabinieri hanno già multato gli automobilisti, trasecolati dalla sanzione subita. E la Polizia stradale, intenderà rispettare un codice-sopruso della strada, previsto dalla legge e avallato dall’Anas? E la Guardia di finanza e i vigili urbani come si comporteranno? Se la castroneria di cui parliamo ha solo lo scopo di spremere un’altra goccia di «lacrime e sangue» alla gente e di rimpinguare le casse di sindaci in bolletta, si metta un altro balzello più credibile, perché la trovata dell’obbligo di portare le catene in una zona della terra dove cade un po’ di nevischio a ogni morte di Papa è davvero insulsa. Come dire: facciamo un allevamento di pinguini in Tanzania e di scimmie in Nuova Zelanda.

Anziché alimentare queste corbellerie che fanno ridere e piangere allo stesso tempo, perché non si impone agli immigrati che camminano a piedi quando c’è buio sul ciglio delle strade provinciali iblee di dotarsi di dotarsi di una lampadina tascabile o di un giubbotto fosforescente per non farsi arrotare dalle macchine? E l’Anas perché non si dà una mossa a monitorare lo stato della segnaletica sulle strade dove c’è sempre nebbia? Se viene a sapere di questa «minchiata» (come piace dire a noi siciliani) Antonio Ricci ci manda subito Gabibbo a incatenare la testa che ha partorito l’idea delle catene al pennone più alto della piazza del paese.