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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:17 - Lettori online 1294
RAGUSA - 30/04/2011
Editoriale - Ragusa: notizie online in crescita anche nel nostro territorio

Corriere di Ragusa .it, primo con ampia facoltà di prove

Primi non solo per numero di visitatori, ma anche per interesse commerciale

Non per narcisismo, ma per la verità dei dati, reali e non taroccati come fossero prodotti importati dalla Cina o dai paesi magrebini. Il Corriere di Ragusa online è ufficialmente il primo sito visitato della Provincia di Ragusa. Con ampia facoltà di prove. Non ci siamo vantati quando il «Sole 24 Ore» lo scrisse due anni fa in uno speciale che nessuno aveva richiesto, ma lo diciamo a bassa voce e senza acredine oggi per evitare che si faccia «concorrenza sleale» con la involontaria manipolazione dei dati online. Primi fino a questo momento. Domani, se ci sarà il sorpasso, lo scriveremo e ne prenderemo atto con sommo dispiacere. Con tanto di complimenti alla concorrenza.

Primi non solo per numero di visitatori, ma anche per interesse commerciale che il sito attira verso le attività economiche della provincia e non solo. Sulla qualità dell’informazione in generale ci confrontiamo con tutti, consapevoli che si può essere secondi, terzi o ultimi, a seconda della fortuna di arrivare per primi e della capacità di trattare la notizia.

Una puntualizzazione anche sul caso Copai
Dopo la notizia degli arresti eccellenti sul caso Copai, molti lettori ci hanno chiesto perché il Corriere di Ragusa.it non ha pubblicato per intero l’ordinanza di carcerazione emessa dal Gip su richiesta della Procura di Modica. Perché la deontologia professionale è in antitesi con la scaltra logica del «copia e incolla» che nell’informazione attuale, purtroppo, va per la maggiore.

Questa pratica, quando si ha poco tempo per rielaborare una notizia da cima a fondo, la si riserva ai comunicati stampa sulle sfilate di moda, non su provvedimenti giudiziari che privano la libertà di persone e che citano nomi e cognomi che nella truffa e nella corruzione sono solo parti lese e non rei. Non aveva alcun senso pubblicare 16 pagine in stile strettamente giuridichese, persino con i numeri dei conti correnti bancari, generalità anagrafiche di persone vittime e non indagate, oppure nomi e cognomi di coltivatori diretti scambiati dal lettore distratto o disattento per noti giornalisti di questa provincia. Per un milione di lettori in meno (pardon, un migliaio) val bene rispettare i principi cardini del giornalismo, anche se di mezzo ci sono soggetti che hanno rubato molto, ma che per poterli definire ladri e delinquenti dobbiamo attendere l’ultimo grado della Cassazione.