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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 494
RAGUSA - 10/11/2010
Editoriale - Il contrasto tutto interno al centro destra ha messo fine alla vicenda del parlamentare ibleo

Peppe Drago, la prima "vittima illustre" di Fli

Il partito di Fini ha fatto della legalità, del rispetto delle regole, della moralità, il suo cavallo di battaglia e ha colto al volo la prima occasione per mostrare i muscoli a Berlusconi

Peppe Drago diventa la prima «vittima» di Fli. Il contrasto tutto interno al centro destra ha messo fine alla vicenda parlamentare di Peppe Drago dopo quasi 15 anni di attività tra Palermo e Roma. Drago sapeva già di trovarsi in un vicolo stretto ed aveva già capito dalla convention finiana di Perugia che le porte per lui erano sul punto di chiudersi. Fli ha fatto della legalità, del rispetto delle regole, della moralità, il suo cavallo di battaglia e ha colto al volo la prima occasione per mostrare i muscoli a Berlusconi proprio su un terreno sensibile e delicato sul quale anche la Lega si è ritrovata.

Come gli è accaduto durante la sua carriera politica Peppe Drago ha tirato dal cilindro il colpo di teatro ovvero il gesto nobile delle dimissioni prima della bocciatura politica in aula. Potrà sempre scrivere nelle sue memorie di non essere stato dimissionato da parlamentare ma di essere uscito da Montecitorio a testa alta. Una scelta forse tardiva, ragionata, assunta quando i conti erano ormai fatti, perché la maggioranza che avrebbe dovuto sostenerlo non c’era più; peccato che il gioco di anticipo di Drago sia arrivato quando l’arbitro era lì pronto con il fischietto in mano pronto a sanzionare la gamba tesa.

Visto come sono andate le cose non è il caso di capire se si è trattato di dimissioni o fuga anticipata ma di prendere definitivamente atto che la provincia di Ragusa perde un parlamentare, che finisce una fase storica della politica ragusana vissuta tra alti e bassi, momenti di gloria, picchi di consensi, corti di amministratori e fedelissimi che nel leader Udc si sono rispecchiati ed alla cui fonte hanno bevuto. Peppe Drago rientra tra i ranghi della politica provinciale con l’intenzione di continuare e di svolgere il suo ruolo; trova un partito, il nuovo Pdi, dimezzato, amici che hanno traslocato e dovrà, se ne avrà forza e volontà, cominciare a ricostruire. Peppe Drago riparte da qui, non sarà una stagione facile, perché nulla sarà come prima.