Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 786
RAGUSA - 05/09/2010
Editoriale - Il madornale errore durante la diretta di Estonia - Italia di venerdì scorso

Quando la Rai oscura i gol della Nazionale. Pazzesco!

La mancanza di professionalità e, soprattutto, di rispetto della Rai nei confronti di milioni di utenti che pagano un fin troppo salato canone, sta veramente raggiungendo livelli aberranti

Il gol erroneamente oscurato da Rai Uno in occasione della partita Estonia – Italia di venerdì scorso, valida per le qualificazioni agli Europei 2012, è diventato un caso, e non poteva essere altrimenti. La mancanza di professionalità e, soprattutto, di rispetto della Rai nei confronti di milioni di utenti che pagano un fin troppo salato canone, sta veramente raggiungendo livelli tanto aberranti quanto censurabili. Vi propongo, cari lettori, un interessante articolo di Fulvio Bianchi tratto da «Repubblica.it» sul deplorevole «incidente» accaduto nel corso della diretta della partita.

Otto milioni 134mila telespettatori non hanno visto venerdì sera (3 settembre, n.d.r.) il gol del pareggio di Antonio Cassano: in quel momento, la Rai trasmetteva un mini-spot di 5 secondi. Non era mai successo, nella storia della tv, che un gol della Nazionale venisse oscurato. ´´Un errore, ci scusiamo con tutti´´, ci ha detto il direttore di Rai Sport, Eugenio De Paoli, dispiaciutissimo per l´episodio. ´´Purtroppo è successa una serie di combinazioni incredibili: ma lo sbaglio resta´´. De Paoli si è sentito con il dg Mauro Masi, da parte di Rai Sport l´impegno che ´´errori del genere non debbano mai più succedere´´. L´errore, clamoroso e inedito, è avvenuto nel corso del secondo tempo. Ecco il retroscena: la Rai, per contratto, doveva trasmettere 3 mini-spot in tutto l´incontro ma nel primo tempo non c´era stata l´occasione. Ecco così che verso il quindicesimo della ripresa, c´è il cambio Pepe-Quagliarella: l´occasione giusta per lanciare lo spot. La decisione viene presa dal coordinatore giornalistico, Alessandro Forti, in contatto con la regia e con il telecronista (Bruno Gentili che ha debuttato, poveraccio, proprio venerdì sera...). Un errore grave perché non viene "oscurato" il cambio, come sarebbe logico, ma il calcio d´angolo successivo che porta al gol di Cassano. Quando riprendono le immagini, ecco gli azzurri che esultano. Grottesco. Il gol si vede solo dopo, nel replay. In differita. Ora a pagare sarà il coordinatore. Ma la gaffe resta.

E, aggiungo io, oltre alla gaffe resta il fatto che è inaccettabile pagare un canone sempre più alto per un prodotto, di contro, sempre più scarso. E le «sentite scuse» della Rai non bastano. Troppo comodo, signori. Passi per la pubblicità tra il primo e il secondo tempo di un film, o, come in questo caso, di una partita.

Ma questi fastidiosissimi mini spot lanciati durante la sostituzione di un giocatore o uno stop temporaneo dell’incontro, non so, anche solo per un fallo, sono improponibili. E il vergognoso oscuramento del gol della Nazionale, per una evidente mancanza di coordinamento durante il lancio del mini spot, è la riprova di questa teoria.

La Rai deve piantarla di ficcare pubblicità dappertutto, oppure deve togliere il canone. Delle due l’una. Il principio di base è questo: se la Rai fa come gli pare, anche il telespettatore deve essere messo nelle condizioni di pagare solo la televisione che più gli aggrada. E smettiamola di dire che il canone Rai è una tassa sul possesso del televisore, perché si tratta dell´ennesima anomalia tutta italiana.

Se davvero si trattasse di una tassa a carico di chi possiede l’elettrodomestico che non manca in nessuna casa, e dove una famiglia media ne possiede almeno un paio, perché il ricavato del canone non viene ripartito tra le varie tv, come Mediaset, La 7 e le principali reti televisive regionali?

A viale Mazzini dovrebbero una buona volta smetterla di nascondersi dietro un dito, cominciando col ridimensionare un’azienda succhia soldi, cacciando via chi sbaglia o, peggio, chi viene assunto non per merito o talento, quanto piuttosto perché sponsorizzato dal politico di turno. E chissà se il coordinatore giornalistico responsabile di quanto accaduto durante la partita Estonia – Italia pagherà davvero per questa gravissima negligenza. Il dubbio resta, così come l’imperdonabile gaffe. E auspico che incidenti del genere non diventino una costante.

Già è dura tollerare un palinsesto discutibile almeno per un buon 70%, a cominciare da un telegiornale, nientemeno che il Tg 1, con molti bassi e pochissimi alti. Senza contare, ma questa è una considerazione ancora più soggettiva delle altre, la talvolta discutibile professionalità di alcuni tra presentatori, giornalisti e commentatori sportivi.

Per vedere la pay tv del magnate australiano Rupert Murdoch, vale a dire Sky, che offre un prodotto indiscutibilmente più elevato dal punto di vista qualitativo, per non parlare della vasta scelta di canali disponibile, gli utenti sono disposti a pagare un abbonamento dal costo non sempre abbordabile, certamente non per tutti. Ma ne vale la pena.

Lo stesso non si può dire del prodotto Rai, per il quale gli italiani sono però COSTRETTI a pagare l’abbonamento, pardon, la «tassa» di possesso del televisore. Perché il governo non agisce per eliminare questo balzello chiamato «canone Rai»? Chi non paga, non vede la Rai, che, con il prossimo passaggio al digitale terrestre, potrebbe facilmente essere oscurata.

In sostanza, a differenza di quanto avviene adesso in analogico, con il passaggio al digitale terrestre sarebbe molto più facile criptare i canali per impedirne la visione a chi sceglie di non pagare il canone Rai, proprio come avviene per chi non paga l’abbonamento a Sky. Ci vorrebbe tanto? Oppure, lo ribadisco, bisognerebbe estendere i benefici del canone anche alle altre televisioni.

Ah, dimenticavo: se Berlusconi procedesse in tal senso, sarebbe accusato, nella migliore delle ipotesi, di fare gli interessi di Mediaset, che gli appartiene. Chissà quanti «onesti» benpensanti storcerebbero il naso. Però alla Rai è consentito di fare i suoi, di interessi, senza che nessuno fiati. Neanche di fronte ad errori madornali ed ingiustificabili come l’oscuramento di un gol della Nazionale per consentire la messa in onda di un mini spot di 5 secondi. Eh, signori, questa è l’Italia. Purtroppo.


??? TG Rai 1
28/11/2012 | 12.07.21
Orazio Guarnera

Per via Satellite il TG Rai1 fa moltissimo desiderare petche´ quando lo vuoi vedere in HD si rimpicciolisce altri Programmi della Rai in HD no. Con la Tecnlogia che c´e´ oggi e con il caro Canone che uno paga gia´ per la Rai come e´ possibile questo ? E´ uno schifo.
RAI SVEGLIATI ! ! !