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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:38 - Lettori online 744
PALERMO - 02/07/2010
Editoriale - Palermo: ennesima presa in giro per il sedime aeroportuale

Aeroporto Comiso, il fallimento della classe politica

Rischia di bloccarsi lo sviluppo economico della provincia. Un consiglio per tutti: alla presidenza della Soaco non mandiamo politici «trombati» ma tecnici qualificati e con esperienza consolidata nel settore

Come volevasi dimostrare! Basterebbero queste tre semplici e facilmente comprensibili parole per chiudere il discorso sull’ennesimo rinvio della firma del protocollo che farà transitare il sedime del «Magliocco» dal Demanio dello Stato a quello del Comune di Comiso. Forse servono, però, per avviare una seria riflessione che dovrebbe interessare tutti i comisani, tutti i ragusani e, più in generale, tutti i cittadini siciliani. Proviamoci, come sempre, assieme. Considerato che nel già noto giuoco delle tre carte il «merlo» è sempre il popolo comisano e quello ibleo, poco importa conoscere i ruoli che si sono assegnati gli altri, è il risultato che conta: cioè, il nulla!

La cronaca ci consegna un onorevole Minardo fuori dalla grazia di Dio, con toni duri nei confronti del governo nazionale. Ma perché questi toni duri non sono stati usati prima? Si ha la sensazione di essere forti in provincica e deboli a Roma. L´indignazione del territorio ha prodotto effetti positi, per ora a parole, ma dopo attendiamo i fatti. Da Roma l´on. Minardo ha inviato una nota per riferirci di aver parlato con l´assessore regionale Cimino e di avere ricevuto assicurazioni direttamente dal ministro Tremonti. "Non voglio pensare ad atteggiamenti volutamente ostativi-scrive Minardo- quanto piuttosto alla mancata percezione di cosa rappresenterà, una volta aperto, l’aeroporto di Comiso per un territorio così florido come il nostro e per questo quanto detto stamattina dall’assessore Cimino al ministro Tremonti ha significato lo sblocco della fase di stallo.

"Da parte mia, ho già inviato all’attenzione del ministro e degli uffici competenti del suo ministero, un promemoria con tutti i passaggi legati all’iter dell’aeroporto di Comiso ed ho immediatamente ricevuto assicurazione diretta che la situazione sarà presto sbloccata. Non siamo ancora responsabilmente in grado di comunicare data, luogo ed ora della firma e la prossima settimana sarò a Roma e sarò pressante ogni giorno con gli uffici del Ministero dell’Economia sino a quando non verrà messa nero su bianco la data per l’appuntamento Stato-Regione dove sarà firmato il passaggio di competenze del sedime aeroportuale".

Una buona occasione per verificare il livello di rappresentanza che ha questa provincia al Parlamento nazionale. Sono incapaci di rappresentare la nobile provincia iblea o se ne fregano dei bisogni del territorio e della comunità ragusana? Delle due l’una, tertium non datur!

Riteniamo, con assoluta pacatezza e ponderazione, che siamo di fronte ad un caso chiaro e lampante di «furto della fiducia» popolare, se non addirittura di «tradimento» reiterato dell’elettorato. In casi come questi è assolutamente legittimo da parte del popolo elettore ritirare la fiducia, cioè la delega a rappresentarlo in Parlamento che è stata conferita con il voto delle ultime politiche: ora e subito! Non si può consentire a deputati di tal fatta di restare in carica per altri tre anni, sarebbe un suicidio per l’economia e per il futuro della provincia di Ragusa.

Bisogna agire subito per contenere i danni. Bisogna dare vita ad un movimento di lotta per riprendere in mano il pallino, anche perché è alle porte la nomina del Consiglio di amministrazione della SOACO e da ciò che si legge sulla stampa da qualche settimana non c’è da stare allegri. Pare ci sia all’ordine del giorno dell’assemblea dei soci una modifica dello Statuto: da società aeroportuale, pare la si voglia trasformare in società di rottamazione di politici trombati, anche se lo Stato non ha rinnovato gli incentivi per la rottamazione, neanche delle macchine.

Alla luce dei nomi che circolano per la Presidenza, da Mauro alla Vindigni, viene poi da chiedersi se non si tratti, invece, di possibili promozioni per i «grandi risultati» raggiunti negli ultimi mesi nei rispettivi incarichi ricoperti: assolutamente fallimentari e sotto gli occhi di tutti.

Nessuno pretende di entrare nel merito delle scelte che saranno operate, sicuramente abbiamo la pretesa di dire la nostra sul metodo: è impensabile che il presidente della SOACO possa essere un politico, dovrebbe essere un tecnico qualificato e con esperienza consolidata e qualificata nel settore (per favore non facciamo come il presidente Lombardo che poi si accorge dopo due anni che i direttori generali da lui nominati non avevano i titoli richiesti!), che risponda alla proprietà e non alla politica, che annunci il suo piano strategico per gli anni a venire e che sia in sintonia con le esigenze del territorio comisano e della comunità iblea.

Partiti, partitini, movimenti, liste civiche e quant’altro facciano un passo indietro, di fronte al bene comune e alla possibilità di sviluppo che una competente e oculata gestione può promuovere, non ci sono accordi pre o post-elettorali che tengano. Il sindaco di Comiso non si faccia scrupolo di deludere qualcuno, operi e scelga con saggezza ed avrà il plauso di tutti. Sono certo, anche dell’opposizione!